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Kebab, cibo preferito dagli stranieri

La carne araba attrae anche i civitavecchiesi e in particolare i giovanissimi Il presidente dell’associazione Slow Food: «Diffidate degli alimenti non controllati»

La carne araba attrae anche i civitavecchiesi e in particolare i giovanissimi Il presidente dell’associazione Slow Food: «Diffidate degli alimenti non controllati»

CIVITAVECCHIA – Kebab si, kebab no. Il divieto di aprire kebaberie e ristoranti etnici nel centro storico di Lucca al fine di preservarne la tradizione culinaria, ha diviso le opinioni degli italiani. La nostra città oltre ai ristoranti noti per i piatti tipici italiani, non si fa mancare punti di ristorazione etnica. Nel corso degli anni, si sono aperti diversi ristoranti cinesi, fast food americani, salumerie tipiche romene e naturalmente non potevano mancare le tanto discusse kebaberie. La maggior parte delle persone che a Civitavecchia si recano al fast food per mangiare hamburger e patatine sono i giovani dai quattordici ai diciotto anni e turisti che non trovano ristorantini all’entrata del porto e si rifugiano nei fast food. Professionisti, coppie, habitué vanno al ristorante cinese per gustare pollo alle mandorle e involtini primavera. Le kebaberie sono frequentate in prevalenza da stranieri, rumeni, arabi e turchi che non vogliono abbandonare le loro abitudini tradizionali alimentari. Il Kebab è gradito ma poco digeribile per i ragazzi civitavecchiesi che ogni tanto cedono alla “tentazione della carne” al volo, ricca di grassi. A tal proposito si esprime il presidente dell’associazione “Slow Food” di Civitavecchia, Fabrizio Gabrielli: «La nostra associazione professa l’educazione al gusto di cibo e di bevande, diffidiamo dagli alimenti come la carne che non ha un’origine precisa e professiamo il “lento”, ovvero alimenti cucinati in modo sano. L’educazione a tavola – conclude Gabrielli – dovrebbe partire già dalla famiglia d’origine. N.M.B.

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