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La città degli inquinamenti che rinasce soltanto sui cartelloni

Cattivi peniseri

Cattivi peniseri

di GIAMPIERO ROMITI

CIVITAVECCHIA – ESPERTI in “ambientologia” (è così che si dice?) al lavoro e notizie semplicemente allucinanti. E catastrofiche. Addirittura? Senza dubbio. E’ stata infatti rilevata, in numerose zone della nostra città, un’alta concentrazione di radon. Gas, questo, che definire micidiale è un puro eufemismo e che di fatto rappresenta uno spaventoso pericolo perché una delle cause più micidiali dei tumori polmonari. Eh sì, notizia sconvolgente. E non solo. E’ una gigantesca iattura che va ad aggiungersi alle altre che ormai condizionano in maniera drammaticamente negativa la quotidianità made in Civitavecchia. L’inquinamento atmosferico? Presente in quantità industriale. L’inquinamento acustico? Ce lo teniamo stretto e non è certamente musica per le nostre orecchie? L’inquinamento marino? Da almeno quattro-cinque stagioni ci conviviamo e non è come stare immersi in una sorta di brodo di giuggiole. Eppoi: polveri sottili, acqua all’arsenico, tubi di scappamento che sputano veleno, rotatorie pensate (male) per decongestionare il traffico che al contrario sta toccando stratosferici picchi di pazzia, tonnellate di cemento armato adagiate davanti allo specchio marino nel quale non potrà più specchiarsi la statua di Garibaldi e centinaia di altre migliaia che partiranno dalle Terme di Traiano per arrivare fino alle Casermette. CHE spettacolo, signori. Già, decisamente inquietante oltre che macabro. Dobbiamo ancora andare avanti? Meglio di no, altrimenti il sangue si farebbe più amaro. Come se non bastasse, però, e siamo a ribadirlo, adesso sappiamo che ci tocca fare i conti pure con il radon. Come dire: al peggio non c’è mai fine. E passeggiando per il centro lo sguardo si posa su alcuni megacartelloni (6×3) che riportano la scritta: Civitavecchia rinasce. Volesse il cielo che fosse vero. E che mettesse in fuga lo spettro di una morte inevitabile e figlia del menefreghismo (e dell’incoscienza) di una classe dirigente che non intende (e forse nemmeno sa) per nessuna ragione affrontare con decisione i temi ambientali.
«RINGRAZIO Moscherini per la fiducia, per i complimenti personali e per la stima sulla mia attività politica, ma l’idea di riunificare i Comuni di Santa Marinella e Civitavecchia mi sembra quantomeno azzardata e fuori luogo. Quella che sono fiero di guidare è una comunità che rappresenta una realtà ormai salda, che negli anni ha saputo dimostrare con forza la possibilità di gestire autonomamente una città in tutti i suoi aspetti socio culturali». Così parlò il primo cittadino del ridente centro rivierasco, Bacheca, e più sonora non avrebbe potuto essere la bocciatura della proposta del Marchese del Pincio. Spara il neo commissario del Pdl, senatore Marini: «Cancellati i fondi per la trasversale Civitavecchia-Orte e solo grazie al mio intervento è stato recuperato il cinquanta per cento». Replica a bruciapelo l’assessore regionale Malcotti: «Quanto detto riguardo al definanziamento dell’opera è destituito di ogni fondamento». Allora? La goduria tocca il cielo con un dito. Ed è il massimo della felicità. Ascoltare con la massima attenzione un tutto ed il suo esatto contrario così stonato significa che pure un quartetto di big come appunto quello costituito da Gianni (Moscherini), Roberto (Bacheca), Giulio (Marini) e Luca (Malcotti) può steccare clamorosamente. Per la disperazione del popolo pidiellino.
PICCHIANO duro quelli di Futuro e Libertà. Sì, sonorissime sberle alla “Grande Coalizione” ed in particolare al Primo Cittadino, che il vice presidente della I Circoscrizione Daniele Ceccarelli intende “denunciare” alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Perugia per la mancata ratifica da parte della Giunta dello stanziamento di diecimila euro previsti nel bilancio circoscrizionale. Il motivo di tale, drastica decisione? Secondo Ceccarelli il sindaco Moscherini avrebbe commesso un abuso e a pagarne le conseguenze sarebbero i poveri cristi che si dissanguano anche per garantire lo stipendio a Moscherini stesso. Ma non si fermano qui, i finiani. Evidentemente la destra che si trova al governo cittadino è un rospo che non riescono proprio ad ingoiare e allora critiche ed attacchi si fanno sempre più intensi. Ed incisivi. Non poche, ad esempio, sono state le infiltrazioni d’acqua nelle aule di ben sei scuole nelle recenti giornate di pioggia battente. E Futuro e Libertà, per la serie “niente sconti a questa scombiccheratissima maggioranza», ha di nuovo alzato la voce e crivellato la Moscherini’s band. «Anziché portare avanti progetti megagalattici, che gettano fumo negli occhi ai cittadini poco attenti ma che rimangono nel tempo cattedrali nel deserto, i nostri governanti dovrebbero preoccuparsi della manutenzione degli istituti scolastici evitando di nascondersi dietro la banali giustificazioni della mancanza di risorse finanziarie». Però, mica teneri questi giovanotti di FLi!
È domenica. Fate l’amore con la vostra donna e non ve ne pentirete. 
  

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