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La crisi dilaga dentro e fuori dal porto

Maurizio Iacomelli commenta il difficile momento del sistema portuale: «Stiamo a galla grazie ai passeggeri». Enrico Luciani (Cpc): «Solidarietà a Fattorini e a tutte le aziende del territorio, che attraversano una crisi senza precedenti. Serve il sostegno di tutti, bando ad attacchi strumentali»

Maurizio Iacomelli commenta il difficile momento del sistema portuale: «Stiamo a galla grazie ai passeggeri». Enrico Luciani (Cpc): «Solidarietà a Fattorini e a tutte le aziende del territorio, che attraversano una crisi senza precedenti. Serve il sostegno di tutti, bando ad attacchi strumentali»

CIVITAVECCHIA – Dopo Tolone, le autostrade del mare rischiano di perdere anche la linea per Messina, che con ogni probabilità sarà sospesa ad aprile. Come preannunciato, il traffico dell’acciaio è dimezzato, le auto nuove arrivano col contagocce, per gli ordini che faticano a ripartire, mentre il carbone di Tvn, che dovrebbe sostenere i numeri in calo del porto, come era nelle previsioni sconta la mancanza di un antemurale a difesa del pennello sotto la centrale, con il risultato che le navi entrano ed escono in continuazione e per scaricare 60.000 tonnellate di combustibile per la centrale si impiegano alcune settimane. E’ il quadro di crisi in cui si è aperto il 2009 del porto di Civitavecchia, con la compagnia portuale che ha visto le giornate lavorate ridotte ad una quindicina, rispetto alla media di 26 dell’anno scorso e che i camalli hanno già proceduto anche ad una riduzione solidaristica dello stipendio di circa il 30%. Problemi anche per la Cilp, che presto lascerà il servizio di navettamento delle auto al terminal 2 della Scaglia, che venne rilevato nell’ambito dell’accordo sottoscritto in Autorità Portuale qualche anno fa in seguito al ‘‘caso Seloc’’. «E’ un momento molto difficile – ammette il presidente della Cpr Maurizio Iacomelli – in cui il porto resiste grazie agli accordi degli anni scorsi sui passeggeri».
Chiaro il riferimento di Iacomelli alle polemiche dei giorni scorsi in cui in una intervista televisiva l’onorevole Pietro Tidei aveva addebitato le difficoltà attuali «al mancato sviluppo dei traffici merci, a beneficio di accordi che hanno arricchito sopratutto gli armatori, lasciando ben poco all’economia locale».
«In realtà – afferma Iacomelli – oggi restiamo a galla grazie a quegli accordi sulle crociere e le autostrade del mare, grazie al fatto che le compagnie crocieristiche e quelle ro-ro come Grimaldi e la Snav hanno scelto il nostro porto come loro hub nel Mediterraneo. Peraltro, lo scorso anno siamo anche riusciti a rinegoziare l’accordo per i crocieristi, spuntando 4,07 euro a passeggero, rispetto alle tariffe concordate in precedenza quando nessuno avrebbe però immaginato il boom che poi si è verificato in appena un paio di anni». «Il vero nodo da sciogliere – conclude il presidente della Cpr – anche per capire quando e come il porto riprenderà a crescere, è quello dei container. I prossimi mesi saranno decisivi per comprendere quale ruolo effettivamente voglia giocare Aponte a Civitavecchia e quale interesse eventualmente ci possa essere da parte di altri gruppi a farci decollare anche con i contenitori».
Intanto, interviene anche il presidente della Cpc Enrico Luciani, che però in questa circostanza commenta la situazione economica al di fuori del porto, con preciso riferimento alle difficoltà delle imprese impegnate nella riconversione di Tvn. Il riferimento diretto è per la Ccms, il cui presidente Mario Fattorini nei giorni scorsi aveva fatto riferimento alla commessa ottenuta nello scalo con la Privilege come un’ancora di salvataggio che consente all’azienda di diversificare l’attività.
«Voglio esprimere la mia solidarietà a Mario Fattorini, presidente della CCMS, ma più in generale a tutte le aziende del territorio che stanno attraversando una crisi senza precedenti». A dichiararlo è Enrico Luciani, coordinatore del Movimento della Sinistra alla Regione Lazio. MARIO
«Dovrebbe esserci a mio avviso maggiore attenzione da parte delle Istituzioni presenti sul territorio, ma anche un clima di vicinanza da parte dei cittadini, chiamati a stringersi attorno alle aziende in difficoltà oggettiva. Non è ammissibile infatti che vengano messe sotto attacco quelle aziende che oggi, grazie a chi le dirige, hanno avuto il coraggio di provare a differenziare la propria attività, credendo in un possibile rilancio e nello sviluppo alternativo del territorio. Prima fra tutti proprio la CCMS che con l’appalto della Privilege sta provando a ricollocarsi nel mercato, difendere i propri dipendenti e con questo lo stato occupazionale di molti civitavecchiesi».
«In questo senso – continua Luciani – un ruolo importante potrebbe essere giocato dalla stessa Enel, che sotto la pressione dei cittadini e delle istituzioni, potrebbe restituire alla città qualcosa di buono in termini occupazionali. Penso ad esempio ad appalti sulla manutenzione della centrale appena riconvertita, che potrebbero essere affidati ad aziende del territorio. Non credo insomma che giovi a nessuno perseguire politiche di ostacolo e di attacco, magari concentrando le energie per provare a sostituire una dirigenza con un’altra più favorevole piuttosto che pensare al rilancio dell’economia della città».

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