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La politica e l'utopia del cambiamento

E’ mai possibile che in questa città, la speranza di una politica che risolva i problemi debba sempre e comunque identificarsi con l’utopia? E’ mai possibile che la classe politica debba essere affetta dalla “sindrome del beduino”, tale da vivere in perenne conflittualità? Poi si accusa di qualunquismo coloro i quali dicono che tutti, politici, partiti, siano uguali nella gestione del potere. Bisogna avere coscienza critica, coerenza critica, che non è il lato forte della classe dirigente a Civitavecchia. Quello che sta avvenendo a livello di Consiglio Comunale, è esattamente pari a quello che è avvenuto nella passata Legislatura, e in quella precedente; non si può pertanto condannare le cose degli altri, e assolvere benevolmente quelle fatte da noi. In questa serie di liti continue ed autoreferenziali, non esiste più una logica di programma, ma esclusivamente una logica del nemico, che tragicamente porta a spartizioni, imboscate, guerre dichiarate e mai combattute. Non era quello che ci si aspettava, non erano le promesse fatte ai cittadini, non è questo il modo di rispondere alle esigenze dei cittadini e delle imprese, le quali, invece che di scontri avrebbero bisogno di decisioni, di strategie, programmi, professionalità e competenze. Lo slogan di un ex sindaco, defenestrato come è ormai abitudine cittadina, diceva testualmente: “il futuro è di chi cambia”, ma chi non cambia deve essere cambiato.

Tullio Nunzi

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