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La processione del Cristo Morto parte integrante della cultura locale

Tanta gente per le strade, 800 persone coinvolte, 228 penitenti, 11 quadri e corpi statuari, 2 bande

Tanta gente per le strade, 800 persone coinvolte, 228 penitenti, 11 quadri e corpi statuari, 2 bande

di ROMINA MOSCONI

 

Le bandiere nere del lutto hanno aperto la tradizionale e amata processione del Cristo Morto che come sempre da tempo immemorabile sfila per le vie cittadine e che vede coinvolte circa 800 persone che sfilano più una massa incredibile di gente che si assiepa lungo il percorso. Il tutto ottimamente organizzato e diretto dall’Arciconfraternita del Gonfalone del Priore Giovanni De Polis e dalle forze dell’ordine che badano che tuttoPROCESSIONE vada per il meglio. Angeli silenziosi del corteo sono i confratelli del Gonfalone che prestano servizio attento e amorevole in tutti i quadri della processione, che è divisa in 11 quadri con le stazioni della passione e Morte di Gesù, nonchè delle Tre Marie e dell’Addolorata: le statue erano intervallate dai misteretti portati dai bambini. Complice la tiepida serata primaverile sono stati davvero in tanti a seguire e partecipare alla Processione del Cristo Morto, l’evento che orami fa parte integrante della cultura locale. Un corteo molto composto ha segnato il percorso per le vie del centro cittadino con le note delle due bande cittadine, la Ponchielli e la Puccini. Come al solito però a destare più emozioni è il momento del passaggio dei penitenti incappucciati, incatenati e con le croci sulle spalle: quest’anno si è infatti toccato il numero record di penitenti cioè ben 228. I motivi che spingono queste persone di ogni età e estrazione sociale a partecipare nell’anonimato a questa forma di penitenza sono molteplici: c’è PROCESSIONEchi chiede grazie, chi chiede perdono, chi porta avanti un voto da generazioni, chi prega per il mondo, chi ringrazia per una grazia ricevuta e tanto altro. Altro momento emozionante è quello del rientro del carro con il Cristo Morto lungo la salita verso la chiesa della Stella che vede i portatori trasportare in corsa il carro fino su in piazza Leandra dove come sempre scroscio l’applauso. “Un grazie a tutti i confratelli, ai partecipanti che si sono comportati in maniera egregia, alle forze dell’ordine, alle bande, alle autorità, a tutti i cittadini, ai nostri misteretti – ha sottolineato alla fine De Paolis – tutto è andato per il meglio e sia nel corteo che lungo le strade c’è stata grande partecipazione e preghiera, anche grazie al Vescovo che ha saputo coinvolgere tutti. Il numero di penitenti è cresciuto e da una parte PROCESSIONEquesto ciò spaventa dal punto di vista logistico perché dobbiamo trovare altre soluzioni, ma dall’altra non fa che rallegrarci e spingerci a continuare”.

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