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La Talenti invita alla mobilitazione per bloccare il nucleare

MONTALTO DI CASTRO – Nel 1972 a Montalto si pose la prima pietra della centrale nucleare, poi bloccata grazie ad un referendum nazionale, oggi il consigliere comunale Fabiola Talenti chiama all’impegno etico-morale le famiglie e tutti i cittadini, affinché blocchino il devastante progetto del nucleare a Montalto come in ogni altra parte di Italia. “Invito tutti ad una grande mobilitazione: votare al prossimo referendum contro la scelta del nucleare è garantire un futuro migliore, se non un futuro, per le nuove generazioni. Quando paventavamo la mancanza di sicurezza del nucleare, Chernobyl confermò i nostri timori. Oggi è la centrale di Fukushima a confermare ulteriormente le nostre giuste paure e a smascherare i “signori della morte”. I cittadini di questo territorio e tutti gli Italiani devono confermare il no deciso al nucleare espresso nel precedente referendum del 1987”. Questo l’appello lanciato dal consigliere comunale (Pdl) Fabiola Talenti che interviene nuovamente sul tema, ribadendo come per tutti i cittadini sia un obbligo, un dovere rifiutare una scelta energetica così autodistruttiva per l’uomo “Nel 1986 la fuga radioattiva nella centrale nucleare di Chernobyl, – spiega Fabiola Talenti – oggi il terrore di un’altra imponente fuga radioattiva dalla centrale giapponese di Fukushima, mette di nuovo l’accento sugli effetti devastanti per l’uomo e per l’ambiente di questa scellerata scelta energetica. Non avevamo quindi urlato alla luna quando ci opponemmo con forza all’installazione del nucleare a Montalto. Immaginate la situazione giapponese traslata alle nostre latitudini: se avessimo costruito una centrale nucleare a Montalto e vi fossero problemi di fughe radioattive, immaginate gli effetti e le ricadute anche sulla capitale, che dista soli 100 Km”. “Mancano pochi mesi al referendum – continua il consigliere comunale del Pdl – abbiamo una grande responsabilità nelle nostre mani: decidere il futuro dei nostri figli, quale ambiente, vogliamo dar loro in eredità. Non possiamo avallare i progetti dei ‘Signori della Morte”, progetti vantaggiosi per pochi e distruttivi per molti. La Germania e la Svizzera hanno già preso delle misure: bloccando nuovi progetti e decidendo la chiusura di alcune vecchie centrali nucleari, ora tocca a noi, ai cittadini dire no”. “Ma per sfatare alcuni luoghi comuni mettiamo in evidenza i motivi per cui rifiutare il nucleare: Non è sicuro per l’uomo, i fatti lo dimostrano; non è un’energia rinnovabile, ma esauribile, quindi al pari del petrolio. Se il referendum darà esito positivo, dette centrali entreranno in funzione tra 25 anni, quando le tecnologie reputeranno obsoleta la scelta a favore di altre soluzioni. Una centrale nucleare crea posti di lavoro assai inferiori a quanti richiesti dal settore delle energie rinnovabili; il nucleare produce dei gas serra superiori a qualsiasi altra tipologia di centrale; il nucleare spreca una risorsa preziosa: l’acqua. Per il sistema di raffreddamento preleverebbe dal nostro mare ingenti quantità di acqua, rigettandoli poi in acqua a temperature superiori, creando inquinamento termico, e la proliferazione di germi, causa di patologie (vedi quanto successo già in Francia); Il nucleare rende l’Italia dipendente comunque energeticamente dalla Francia e dai giacimenti di uranio africani. Il nucleare è più caro, considerate anche lo smantellamento e lo stoccaggio delle scorie radioattive, che ad oggi non hanno ancora un sito sicuro per sempre(Tozzi) e i suoi rifiuti sono insostenibili per il nostro pianeta. Il nucleare è vulnerabile, in caso di attentati, di guerra è una bomba ad orologeria e che dire degli errori umani e degli eventi naturali devastanti? Il nucleare può distruggere ogni fonte di vita ed anche qualora non vi fossero fughe radioattive esiste una naturale dispersione radioattiva intorno ad una centrale deleteria per gli abitanti. Dobbiamo quindi puntare sulle rinnovabili, andare avanti con queste tecnologie e non andare indietro scegliendo il nucleare, chiamandolo erroneamente progresso. Fukushima dimostra che l’uomo è niente davanti alla forza della natura, usiamo questa forza e rinunciamo all’autodistruzione”.

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