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La vedova Caponnetto a Di Cesare: "Non usate il nome di mio marito per queste polemiche"

Il Sindaco: “Smascherati gli impostori, ma questa resta una squallida vicenda”

Il Sindaco: “Smascherati gli impostori, ma questa resta una squallida vicenda”

CIVITAVECCHIA – La Fondazione Antonino Caponnetto ha scritto al Comune di Civitavecchia al termine di un tour avvenuto nel Basso Lazio, durante il quale ha incontrato studenti, cittadini e istituzioni della provincia di Latina, per informare i civitavecchiesi dell’appello lanciato da Elisabetta Caponnetto, in qualità di presidente del sodalizio.
“E’ mia intenzione comunicare – sono le parole testuali della vedova Caponnetto – che la Fondazione Antonino Caponnetto non è e non va confusa con l’associazione regionale per la lotta contro le illegalità e le mafie Antonino Caponnetto che opera nel Lazio”. Quindi ha rivelato: “Ho chiesto più volte a codesta associazione di cambiare nome, cosa che ad oggi non è ancora avvenuta. Non gradisco che il nome di mio marito sia così spesso coinvolto in polemiche su cui non concordo. Sono sicura – ha concluso – che mio marito la penserebbe nello stesso modo”.
In merito si registra quindi l’intervento del Sindaco di Civitavecchia Gianni Moscherini. “Non nascondo che ho accolto con soddisfazione queste comunicazioni, che lasciano tuttavia un grande e profondo senso di amarezza. I professionisti dell’antimafia si rivelano quindi per quello che sono: degli impostori che utilizzano a fini politici il nome di una personalità di caratura morale altissima, che sull’altare della vera lotta alla mafia ha immolato la sua stessa esistenza. Questi inquietanti personaggi andavano smascherati, lo ha fatto la donna che più di ogni altro poteva farlo. Ora nel nome di Antonino Caponnetto non sarà più possibile ciurlare nel manico e dare vita alle squallide strumentalizzazioni che purtroppo conosciamo bene. Esprimo a sua moglie tutta la mia solidarietà e vicinanza. So che la Fondazione che presiede svolge una meritoria attività per la diffusione della cultura della legalità e per questo spero che si possa avviare con il Comune di Civitavecchia una collaborazione che porti all’attuazione di iniziative concrete sul nostro territorio, dopo la partenza dell’Ufficio Legalità che l’Amministrazione ha attivato grazie al protocollo d’intesa con la Prefettura di Roma. Per quanto concerne le accuse personali e le insinuazioni di ogni tipo fatte dai vari Daga, Ricotti, Di Cesare e Monteduro mi resta da dirgli soltanto una parola: se hanno il senso dell’onore, si vergognino”.
Infine il Sindaco ha voluto anche dare una risposta all’intervento del segretario del Pd locale. “Leggendo le farneticanti dichiarazioni di Longarini, mi sono reso conto di una delle ragioni fondamentali della difficile esperienza che sta vivendo il Partito Democratico di Civitavecchia: la rotta di Roncisvalle”.

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