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L'Agraria progetta una casa famiglia per il disagio psichico

TARQUINIA – L’Università Agraria torna ad occuparsi del sociale. Un progetto ambizioso quello seguito dall’asssessore Attilio Maria Boni che comincia il suo percorso intriso di difficoltà. Un progetto sociale condiviso con il tessuto vivo della città, con il mondo della cooperazione e con le imprese. Obbiettivo dichiarato, recuperare architettonicamente uno degli immobili di proprietà dell’ente, ristrutturarlo e adibirlo quale abitazione per un gruppo di uomini e donne con problemi psichici che non hanno o non possono rientrare nelle loro famiglie. Un progetto concertato con la Asl di Viterbo, in particolare con il DSM, che cerca soluzioni concrete a problemi di enorme gravità. La volontà di adibire uno degli appartamenti siti in via Garibaldi per un simile fine è già realtà, già in corso la progettazione che terrà conto delle specifiche esigenze dei suoi prossimi abitanti. “I sopraluoghi effettuati – commenta l’assessore Attilio Boni – hanno avuto esito positivo. L’unità immobiliare prescelta appare idonea. Il progetto di restauro partirà già tenendo conto delle esigenze dei fruitori finali, senza quindi adattamenti postumi. In questa direzione fondamentali le indicazioni fornite dal DSM. Sarà cura dell’Università Agraria predisporre la progettazione e acquistare i materiali necessari nonché costruire la rete che darà vita in maniera condivisa alla nascita della casa famiglia. Da mesi lavoriamo su questo progetto analizzando ogni aspetto e cercando di rendere il patrimonio dell’Università Agraria utile alla sua comunità”. La logica amministrativa riguarda un nuovo modo di concepire i servizi sociali in forma concreta e concertata oltre dinamiche clientelari e scostanti. “La scelta è chiara – conclude Boni – sul sociale nessuno spreco nè logiche da vecchia politica con piccoli contributi che non servono a nulla ma opere e progetti che possano dare utilità diffusa”.

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