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«Abbiamo ribaltato l’impianto accusatorio»

Soddisfatti i legali dei 6 civitavecchiesi accusati di aver creato una organizzazione dedita al traffico di stupefacenti. Ridotte le pene sancite lo scorso anno Gli avvocati: «Ora aspettiamo i 90 giorni per leggere le motivazioni e nel caso ricorrere anche in Cassazione» Le indagini svolte dalla Polizia furono lunghe e complesse, caratterizzate da pedinamenti ed intercettazioni

Soddisfatti i legali dei 6 civitavecchiesi accusati di aver creato una organizzazione dedita al traffico di stupefacenti. Ridotte le pene sancite lo scorso anno Gli avvocati: «Ora aspettiamo i 90 giorni per leggere le motivazioni e nel caso ricorrere anche in Cassazione» Le indagini svolte dalla Polizia furono lunghe e complesse, caratterizzate da pedinamenti ed intercettazioni

CIVITAVECCHIA – Si è svolta lunedì scorso a Roma presso la prima sezione della Corte d’Appello l’udienza del processo a carico dei civitavecchiesi accusati lo scorso anno di aver creato una organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti tra Civitavecchia e Roma. La sentenza emessa dal Gup Giovanni Giorgianni è stata completamente ribaltata nell’impianto accusatorio. Assoluzione per Cristian Caciorgna, condannato a quattro anni e otto mesi in primo grado. Ridotti a 3 gli anni per Sandro Lorenzini rispetto ai 4 anni e 4 mesi attribuitigli. Tre anni per Mauro Franchi contro i 5 anni e quattro mesi iniziali. Un anno e quattro mesi sia per Manolo Cerbara, con la condizionale, contro i 4 anni e sei mesi del tribunale civitavecchiese, sia per Davide Lupi, contro i 5 anni e otto mesi.E ancora quattro anni per Pietro Berni contro i 4 iniziali; per lui però c’era la continuazione della pena per altri reati: si tratta quindi di un anno e quattro mesi contro i quattro del primo grado. Infine un anno e quattro mesi per Guerrino Berni contro un anno e otto mesi. «È stato completamente demolito quello che era l’impianto accusatorio – ha spiegato soddisfatto l’avvocato Bruno Forestieri, legale di Mauro Franchi – ora aspettiamo i 90 giorni per leggere le motivazioni della sentenza e, nel caso, ricorrere anche in Cassazione». Così come confermato anche dall’avvocato Pieluigi Bianchini, legale di Lorenzin. «Abbiamo ribaltato le accuse – ha aggiunto il legale di Caciorgna Ernesto Tedesco – mostrando quello che abbiamo sempre sostenuto». «Siamo entusiasti – ha commentato poi l’avvocato Lorenzo Mereu, difensore di Cerbara e Lupi – la Corte d’Appello ha riconosciuto le nostre tesi, ridimensionando quanto era stato costruito dall’accusa. Cerbara inoltre ha già scontato 1 anno e sette mesi, rispetto ad un anno e quattro, con la condizionale, avuti in Appello: vedremo come comportarci». «Non possiamo che essere soddisfatti – hanno aggiunto poi gli avvocati Sandro e Fabrizio Lungarini, difensori di Pietro e Guerrino Berni – è stata data un’altra lettura a quanto contestato inizialmente». L’indagine, lunga e complessa, fatta di pedinamenti ed intercettazioni, era stata condotta dalla Polizia che parlò di una vera e propria organizzazione dedita al traffico di droga.

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