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«Di Gennaro avrebbe dovuto dimettersi»

Beghe nell'Udc. Cerrone e Mecozzi attaccano il segretario dopo il dossier sul loro comportamento. «I quadri provinciali, regionali e nazionali non esistono più, in quanto ad etica qualcuno alle comunali del 2006 abbandonò il partito per sostenere Gino Saladini del quale con scaltrezza sancì la caduta»

Beghe nell'Udc. Cerrone e Mecozzi attaccano il segretario dopo il dossier sul loro comportamento. «I quadri provinciali, regionali e nazionali non esistono più, in quanto ad etica qualcuno alle comunali del 2006 abbandonò il partito per sostenere Gino Saladini del quale con scaltrezza sancì la caduta»

CIVITAVECCHIA – Mirko Cerrone e Mirko Mecozzi rilanciano sull’adesione al Patto federativo di Cappellani, replicando in maniera critica al segretario del loro partito, Marco Di Gennaro. «Non più di tre mesi or sono – dichiarano i due consiglieri dell’Udc – l’amministrazione ha modificato l’assetto per dare nuovo slancio all’esecutivo. In quell’occasione – spiegano – il rigido segretario – fu molto critico all’ipotesi di rimanere rappresentanti in giunta unitamente al consigliere Cerone. Nel direttivo Udc – fanno sapere tenutosi per la definitiva decisione i due vennero democraticamente isolati e con votazione schiacciante (13 contro 2, segretario e capogruppo) si decise di continuare. Il nostro avrebbe dovuto a quel punto dimettersi per coerenza ma questo ovviamente non avvenne». Mecozzi e Cerrone evidenziano come da circa due mesi il segretario Di Gennaro si starebbe scagliando quotidianamente contro il Sindaco e l’amministrazione, spesso informando i suoi colleghi di partito con qualche ritardo: «L’idea del partito circolare – dichiarano i consiglieri – nel quale ognuno ha il suo dignitoso ruolo e fornisce il suo umile contributo tanto caro al segretario la si è voluta utilizzare anche all’interno del consiglio comunale e in maggioranza. Non abbiamo aderito a nessun nuovo schieramento – spiegano i due consiglieri – abbiamo ritenuto opportuno costituire una federazione paritaria tra gruppo di aree contigue che in maniera forte e chiara possa dare un contributo critico all’attività di governo». Sull’invio del dossiere ai quadri provinciali, regionali e nazionali, per censurare il loro comportamento, replicano: «Forse ci si dimentica volontariamente dell’azzeramento di tutte le cariche istituzionali in vista del costituendo partito della nazione. Si dicono convinti del supporto di Casini e Cesa al loro operato: «In quanto ad etica e correttezza – concludono ricordiamo a Di Gennaro le elezioni comunali 2006. In maniera circolare l’Udc decise di sostenere De Paolis ma il nostro ruppe il cerchio e si candidò nella lista Saladini sancendo poi con scaltrezza la caduta del sindaco».

Intanto Marco Di Gennaro conferma le decisioni assunte nel corso della riunione straordinaria del direttivo Udc, per discutere dell’adesione di Mecozzi e Cerrone al Patto federativo. «Il comitato comunale e la direzione politica dell’Udc – dichiara il segretario – dopo attenta valutazione del documento sottoscritto dai rappresentanti del partito in consiglio, tenuto conto che ciò è avvenuto senza alcun preliminare relazionarsi con la direzione politica del partito e con il comitato comunale ha espresso all’unanimità ferma condanna dell’iniziativa – afferma Di Gennaro – che deve ritenersi di esclusiva natura personale e priva di qualsivoglia valenza politica». Il segretario dell’Udc ribadisce inoltre che «quanto accaduto costituisce un’aperta violazione delle norme statutarie ed ha in sé impliciti rischi di destabilizzazione del partito e della vita amministrativa cittadina».

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