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«È l’ora del cambiamento»

Elezioni Università Agraria di Tarquinia. Anna Rita de Alessandris si è presentata agli elettori Parole d’ordine: concertazione e dialogo per raggiungere gli obiettivi

Elezioni Università Agraria di Tarquinia. Anna Rita de Alessandris si è presentata agli elettori Parole d’ordine: concertazione e dialogo per raggiungere gli obiettivi

TARQUINIA  – La candidata del centrodestra alla carica di presidente dell’Università Agraria, Anna Rita De Alessandris, si è presentata oggi pomeriggio presso la sede elettorale in via XX settembre. La De Alessandris ha illustrato le parti del programma ed ha presentato i candidati in corsa per la carica di consiglieri. Forte il messaggio di sostegno e solidarietà lanciato subito in apertura della conferenza, da parte dei candidati consiglieri. Anna Rita De Alessandris, quarantaduenne proveniente da una famiglia di agricoltori, ha sottolineato l’alto valore del settore agricolo, difficile, faticoso ma fucina di valori. «Due su tutti, l’onestà e il lavoro» che per Anna Rita sono una regola di vita. Diplomata alla scuola magistrale, la De Alessandris ha sempre aiutato la famiglia nell’azienda agricola che, ha detto, «amo e che con passione porto avanti sin dall’adolescenza». La sua candidatura nasce dall’opportunità di «dare voce a chi come me ancora crede in un progetto di lavoro serio che viene dalla concertazione e dal dialogo con lo scopo di raggiungere degli obiettivi». Per sgombrare il campo da quelli che la De Alessandris ha definito «equivoci e falsità in merito al programma elettorale», la candidata presidente per il centrodestra ha spiegato che il programma «nasce dalla volontà di conciliare le esigenze delle persone con la situazione amministrativa dell’ente fino ad oggi in mano al centrosinistra». «Nello specifico – ha detto – il programma elettorale si snoda secondo un sistema intergrato a matrice sviluppato su otto direttrici o macro aree di intervento che sono la collaborazione istituzionale, la salvaguardia dell’ambiente, agricoltura e allevamento, turismo e imprenditoria, svago, sport e caccia, occupazione e solidarietà sociale, sviluppo culturale, tutela del patrimonio». In merito alla collaborazione istituzionale, l’obiettivo è «favorire una concreta e sincera sinergia collaborativa tra politiche agricole europee nazionali regionali provinciali affinché si possano ottimizzare le linee di intervento programmatiche, vedi progettualità sulla programmazione settennale dei fondi europei legati alla realizzazione di interventi nel settore agricolo». «L’ambiente – ha detto la De Alessandris – è per me una bandiera ed un cavallo di battaglia per il quale lotterò sempre su tutti i tavoli affinché la mia voce insieme a tutta la mia squadra si faccia sentire contro ogni forma di inquinamento, coerenza oggi come ieri e sempre per un futuro più sostenibile». Nell’ambito del settore agricolo e dell’allevamento, gli obiettivi del centrodestra sono quelli di «incrementare il patrimonio bovino e sul mondo equestre realizzare un campo di prova idoneo sia alle competizioni che all’ippoterapia, legando anche politiche sociali verso le persone con disabilità». Nel turismo l’obiettivo è quello di sviluppare percorsi verdi ecologici opportunamente attrezzati a basso impatto ambientale, «favorendo un coordinamento con la promozione delle tipicità locali, sia in termini di prodotti che di territorio, inserendo il tutto nel circuito turistico, vedi ad esempio la grande opportunità del porto di Civitavecchia con i croceristi». «L’Università Agraria – ha detto Anna Rita De Alessandris – deve essere un volano per l’economia locale, nell’obiettivo di incrementare la creazione di posti di lavoro, dedicando particolare attenzione ed adeguati provvedimenti alle categorie più svantaggiate quali anziani, pensionati, disabili e famiglie realmente bisognose. Sullo sviluppo culturale e dell’immenso patrimonio a disposizione dell’Università Agraria c’è forte attenzione per il Pian di Civita per il quale il mio impegno è teso alla valorizzazione e al rilancio inserendo la zona nel circuito turistico della necropoli e del Museo Nazionale di Tarquinia, ma importante è l’interazione tra le facoltà di archeologia di Roma, Milano e Perugia che da anni stanno dando il loro contributo».

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