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«Il consorzio vanta 24 milioni di credito scaduto»

S. Marinella. I vertici Unisan scrivono a Marrazzo con il sostegno delle centrali cooperative Legacoop, Confcooperative e Agci: «500 lavoratori, 1200 disabili e 6 centri rischiano il loro futuro»

S. Marinella. I vertici Unisan scrivono a Marrazzo con il sostegno delle centrali cooperative Legacoop, Confcooperative e Agci: «500 lavoratori, 1200 disabili e 6 centri rischiano il loro futuro»

SANTA MARINELLA – Anche il comitato ‘‘pro Ri.Rei.’’ fa sentire la sua voce. All’indomani della manifestazione che si è svolta lunedì mattina, davanti alla sede della Regione Lazio, alla presenza dell’associazione di tutti i familiari dei centri ex Anni Verdi e delle centrali cooperative Legacoop Lazio, Confcooperative Lazio e Agci Lazio, c’è chi torna a chiedere alla giunta regionale l’accreditamento del consorzio Ri.Rei. «Abbiamo chiesto – spiegano dalla delegazione – un incontro al presidente Marrazzo, unitariamente alle centrali cooperative e ai rappresentanti delle famiglie degli utenti, ma siamo stati lasciati fuori dalla porta». «Da mesi – dicono i vertici Ri.Rei – chiediamo di essere ascoltati su questa vicenda, ma invano». La riunione di giunta regionale, che si doveva tenere lunedì mattina è stata rinviata alle 17,30 tra il malumore dei vertici Ri.Rei. «Come già affermato durante il presidio – proseguono – chiediamo di stralciare dalla discussione la delibera relativa al consorzio Ri.Rei. per consentire i dovuti passaggi concertativi. Crediamo sia giusto ripartire dagli accordi già sottoscritti con la Regione, ma mai rispettati, riaprendo il tavolo delle trattative. Chiediamo di essere immediatamente ascoltati insieme alle centrali cooperative che ci rappresentano». Proprio Legacoop, Confcooperative e Agci hanno scritto una lettera aperta a Marrazzo per ricordare che «500 lavoratori, 1200 disabili e 6 centri di riabilitazione all’avanguardia nel Lazio rischiano di non avere un futuro. Basterebbe pagare il consorzio, che vanta oltre 24 milioni di credito scaduto, e sapremmo da soli adempiere ai nostri doveri».

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