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«Il Cubagate era una patacca»

Moscherini ha reso pubblici due documenti provenienti dall’Avana: «Dimostrano la falsità del documento recapitato a Pierotti» Il sindaco: «Dal Tribunale dell’Avana e dal Ministero della Giustizia cubano confermano che non sono mai stato espulso né mai commesso reati» Il primo cittadino chiederà un risarcimento danni milionario a Tidei, che replica: «Interrogherò il Ministro dell’Interno e quello della Giustizia italiani»

Moscherini ha reso pubblici due documenti provenienti dall’Avana: «Dimostrano la falsità del documento recapitato a Pierotti» Il sindaco: «Dal Tribunale dell’Avana e dal Ministero della Giustizia cubano confermano che non sono mai stato espulso né mai commesso reati» Il primo cittadino chiederà un risarcimento danni milionario a Tidei, che replica: «Interrogherò il Ministro dell’Interno e quello della Giustizia italiani»

di MATTEO MARINARO

CIVITAVECCHIA – Era stata convocata una conferenza stampa sul respingimento da parte del Tar Lazio del ricorso firmato da Petrelli circa l’aumento della Tia. Ma il sindaco ha preferito giocare sull’effetto sorpresa, tirando fuori dal cilindro, in questi giorni di polemica post-rimpasto, i documenti che «dimostrano che il ‘‘Cuba Gate’’ è stata una bufala», come ha affermato il primo cittadino mostrando due foglii pieni di timbri. Come si ricorderà, Angelo Pierotti il 6 ottobre scorso rinvenne nella propria cassetta delle lettere un documento presumibilmente proveniente dall’Avana in cui si ‘‘attestava’’ l’espulsione dallo stato di Cuba del ‘‘senor’’ Giovanni Moscherini per ‘‘corruzione di minore’’. Il caso scosse la città e la notizia fu ripresa anche da alcuni media nazionali. Moscherini da subito disse che il documento cubano era falso e che si era in presenza di «una squallida manovra» nei suoi confronti. Il sindaco preannunciò che avrebbe dimostrato «la patacca» carte alla mano. Secondo alcune indiscrezioni, gli attesi documenti sarebbero arrivati già da alcune settimane. Ma il Sindaco ha atteso fino a questa mattina, per presentarsi alla stampa: «Mi sono arrivati i documenti con i timbri ‘‘veri’’ cubani – ha detto – che dimostrano inequivocabilmente che tutto quel documento è interamente un falso e sarebbe interessante che la procura chiamasse questi postini riceventi che hanno messo a disposizione la buca delle lettere, per cercare di venire a sapere chi ha prodotto questo falso». Per difendersi, subito dopo la conferenza stampa che tenne ad ottobre, Moscherini si affidò ad un avvocato cubano e spedì una copia del documento all’Avana. «Chiesi di verificare – ha spiegato il sindaco – se negli archivi del ministero di giustizia di Cuba e nel tribunale dell’Avana esistessero documenti di espulsione per Moscherini, qualunque reato Moscherini avesse commesso quelle due o tre volte che si recò a Cuba. Vi ricordo che ci andai perché stavo lavorando ad un progetto di collegamento con navi veloci dall’Avana a Miami, che poi tra l’altro andò in fumo per colpa del sindaco cubano di Miami che non volle questa linea e non andai più sull’isola». Nel primo documento, dal Tribunal Popular de l’Avana rispondono a Moscherini che la singora Yamila Hernandez Gutierrez (nome che appariva in calce sul foglio pervenuto a Pierotti) ‘‘non è segretaria di questo organismo e il certificato inviato non è stato emesso da questo tribunale’’. Dal Tribunale dell’Avana precisano anche circa l’intestazione del documento. «Detto certificato – scrivono da Cuba – porta l’intestazione del Ministero della Giustizia della Repubblica di Cuba e non di questo tribunale: questo evidenzia ulteriormente la sua falsità, dato che come noto, il nostro organismo superiore è il tribunale e non il ministero della giustizia. Inoltre le manifesto che dopo aver effettuato una minuziosa ricerca negli schedari dei condannati e giudicati di questo tribunale nonché in quelli penali degli istituti penitenziari non figura il cittadino Giovanni Moscherini e nemmeno nella sentenza numero 567 menzionata nel certificato indicato». Il secondo documento è stato invece prodotto dal Ministero della Giustizia cubano. «In riferimento alla documentazione che ci ha richiesto – scrivono dal ministero castrista – riguardante l’espulsione dal territorio nazionale del cittadino italiano Giovanni Moscherini la informo che nei nostri archivi non risulta nessuna informazione sul cittadino in questione. Non gli è stato comminato quanto previsto dall’articolo 46 punto 3 del codice penale vigente. Nessuna espulsione». Moscherini parla di cattiveria e sostiene di essere da sempre perseguitato dall’onorevole Pietro Tidei contro il quale annuncia una richiesta di risarcimento danni milionaria. «Parlo di cattiveria – ha dichiarato il sindaco – che purtroppo in questa città è stata disseminata a larghe mani soprattutto da un sindaco che ha gestito questo comune per molto tempo, adesso parlamentare della repubblica, il quale ho già detto una volta, ma su questo verrà fuori una specifica denuncia al soggetto, ha fatto una persecuzione costante nei confronti della mia persona, e questo è dimostrabilissimo, da quando ero segretario generale dell’Authority, poi presidente fino ad oggi che sono sindaco e al ‘‘PataccaGate’’». Il sindaco annuncia che aprirà un ‘‘ufficio diritti negati e giustizia negata’’ e che i soldi del risarcimento danni (è convinto di vincere di sicuro) li «investirò per far pagare il fio a questi signori che hanno fatto di male a me e ad altri’».
«Il primo della lista è l’onorevole Tidei – ha aggiunto Moscherini – il quale intervistato dall’allora resaponsabile del Messaggero Baccarelli alla precisa domanda “ma lei che ne sa del documento, è un falso?” Rispose senza smentire successivamente: “Io di quel documento non ne so niente, però è un fatto vero”. Ho chiesto danni per qualche milione di euro e spero di mangiargli tutte le proprietà alle colline dell’Argento. So che sono poca roba rispetto al patrimonio internazionale di cui gode però almeno la soddisfazione di fargli sentire qualche diverticolo in più». Al secondo posto nella ‘‘lista nera’’ ci sono i giornali. «La denuncia – ha puntualizzato Moscherini – riguarderà anche i giornali che in qualche modo hanno dato spazio a questa notizia senza fare prima una verifica di quello che scrivevano». Poi nel mirino del sindaco finisce Pierotti. «Farò un’ altra denuncia contro questo squallido personaggio – ha dichiarato – che urla sotto al Pincio ‘‘Comune gestito da pedofili’’. Anche nei suoi confronti chiederò i danni. Spero di carpirgli almeno una parte della coscienza sporca che ha e fargli del male solo moralmente perché deve capire la carogna che è: io gli ho fatto solo del bene, gli ho pure assunto il figlio all’Autorità Portuale non me lo meriterei nemmeno un trattamento del genere». Sull’assunzione del figlio di Pierotti Moscherini ha precisato: «Aiuto le persone, non faccio favori, è evidente che ci deve essere anche della professionalità. E non ho mai messo in discussione quella del figlio di Pierotti».
Tidei intanto replica: «Bene, le indagini che contano le fa il governo italiano. Presenterò una interrogazione al Ministro della Giustizia e a quello dell’Interno».

 

di seguito il testo dei 2 documenti letti a stralci durante la conferenza stampa:

 “Tribunale popular provinciale città dell’Avana

Stimata compagna, in riferimento alla missiva inviata al sottoscritto riguardante la nota verbale 2801 dell’ambasciata d’Italia inerente il certificato emesso da una presunta segretaria di questo tribunale la informa che Yamila Hernandez Gutierrez non è segretaria di questo organismo e il certificato inviato non è stato emesso da questo tribunale. Per cui a quanto pare è falso poiché nello stesso mensiona questo organismo. Detto certificato porta l’intestazione del ministero della giustizia de la repubblica di Cuba e non di questo tribunale: il che evidenzia ulteriormente la sua falsità, dato che come è a lei noto, il nostro organismo superiore è il tribunale e non il ministero della giustizia. Inoltre le manifesto che dopo aver effettuato una minuziosa ricerca negli schedari dei condannati e giudicati di questo tribunale nonché in quelli penali degli istituti penitenziari non figura il cittadino Giovanni MOscherini e nemmeno nella sentenza mezionata nel certificato indicato”.

“Ministero di Grazia e Giustizia
In riferimento alla documentazione che ci ha richiesto riguardante l’espulsione dal territorio nazionale del cittadino italiano Giovanni MOscherini la informo che nei nostri archivi no risulta nessuna informazione sul cittadino in questione. Non gli è stato comminato quanto previsto dall’articolo 46 punto 3 del codice penale viogente nel nostro paese e cioè non è stata comminata l’espulsione “.

 

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