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«Il silenzio del ‘‘formicaio’’ fa più impressione della Suina»

Luca Savignani racconta da Città del Messico come si vive quell’influenza che sta spaventando il mondo. Il civitavecchiese da anni lavora in Sudamerica per il Milan curando la diffusione delle scuole calcio raggiunto attraverso Facebook. Immune dal virus, contagiato dalla paura: «Siamo stati chiusi in casa per 10 giorni» ma aggiunge: «Vogliamo tornare al caos di sempre» 

Luca Savignani racconta da Città del Messico come si vive quell’influenza che sta spaventando il mondo. Il civitavecchiese da anni lavora in Sudamerica per il Milan curando la diffusione delle scuole calcio raggiunto attraverso Facebook. Immune dal virus, contagiato dalla paura: «Siamo stati chiusi in casa per 10 giorni» ma aggiunge: «Vogliamo tornare al caos di sempre» 

CIVITAVECCHIA – «La chiamano il ‘’Formicaio’’ proprio per la sua caoticità, ma oggi è una città immobile, direi fantasma». Luca Savignani, professionista del calcio civitavecchiese che vive e lavora a Città del Messico racconta come si vive nell’epicentro l’Influenza A (o la Suina come è stata ribattezzata dai media), la sindrome che sta spaventando da una decina di giorni tutto il mondo e che ha visto registrare dei casi anche in Italia. Savignani, che da anni in Sudamerica cura i progetti di diffusione del calcio a livello giovanile del Milan non è stato colpito dal virus ma offre una immagine spettrale della situazione: “Questa è una città che ha 20milioni di abitanti – racconta attraverso Facebook – e la routine è rappresentata dal caos. Una routine che odiamo, ma che ora ci sembra una grande conquista. Non ne possiamo più di star rintanati nelle nostre abitazioni, ma del resto non possiamo fare altro”. Immune dal virus, non nega però di essere stato contagiato dalla paura, rimanendo rintanato nella propria abitazione, per una decina di giorni: “Pian piano ne stiamo uscendo – aggiunge – ma quando sono uscito per far rifornimento di alimenti mi ha fatto una certa impressione sentire i passi delle persone. Era una cosa che non sentivo da tempo…”. Savignani che dopo un lungo peregrinare nell’America Latina si è stabilito da oltre un anno e mezzo a Città del Messico e si è ambientato al meglio, anche perché il suo lavoro lo porta a vivere un contatto totale con la gente del posto, dovendo interagire con i giovani. “Abbiamo chiuso ovviamente anche la scuola calcio del Milan, ma dopo una decina di giorni di stop siamo pronti a ripartire anche se so che le scuole FEBBREriapriranno dall’11. La gente ho voglia di riprendere la vita normale, ma ovviamente bisogna essere prudenti”. L’influenza suina vista da dentro fa senza dubbio più paura ed anche se Luca Savignani ha la possibilità di vivere e lavorare nella zona ricca di questa grande metropoli, è rimasto sicuramente segnato da questa brutta esperienza. «Di paura ne ho avuta – confessa – ma è chiaro che nei sobborghi, dove le condizioni igienico-sanitarie sono peggiori la situazione è ovviamente maggiormente critica. Ho fatto di tutto per non essere contagiato, seguendo le direttive del governo». Nelle ultime ore Savignani ha comunque lasciato il Messico: «Sono in Colombia – fa sapere ancora attraverso Facebook – per conto del Milan ma tornerò presto in Messico».
C. Imp.

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