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«Infiltrazioni mafiose, basta con i falsi allarmismi»

Il Presidente dell'Authority: "La nostra guardia è altissima, benvenga ogni forma di prevenzione, ma non si screditi strumentalmente il porto"

Il Presidente dell'Authority: "La nostra guardia è altissima, benvenga ogni forma di prevenzione, ma non si screditi strumentalmente il porto"

CIVITAVECCHIA – «Su 70 pagine soltanto in due righe si fa riferimento al porto di Civitavecchia». A margine della conferenza stampa sul traffico croceristico il presidente Fabio Ciani è intervenuto anche sulla questione relativa all’allarme mafia nello scalo, ripreso anche negli ultimi giorni dal Corriere della Sera, e che ha scatenato una bufera di polemiche sul territorio.
«Mi sono andato a leggere il rapporto stilato dalla Dia – ha spiegato il numero uno di Molo Vespucci – per verificare cosa effettivamente si diceva in merito ad eventuali infiltrazioni criminali nello scalo. Ebbene, di 70 pagine di relazione, solo in due o tre righe si parla, testualmente, del sequestro di due container contenenti merce contraffatta di provenienza cinese. Niente più. Non si parla di altro. Se questa è l’infiltrazione mafiosa allora sono contento, perché significa che non ci sono poi così tanti problemi. E poi il porto ha un traffico pari a 16 mila container annui: di questi soltanto un migliaio provengono dalla Cina e sono tutti controllati, uno ad uno. Quando si parla di cose che non sono reali, quando si costruiscono castelli solo sulle idee si fa del male al porto, alla città e a tutta l’economia». Il riferimento è all’idea del terminal Cina, dalla quale è partito tutto l’allarme di possibili infiltrazioni sul territorio di stampo asiatico. «Un’idea appunto – ha aggiunto Ciani – una proposta che finora non ha neanche trovato seguito. Dove ci sono grandi appalti, come accade in porto, il rischio di infiltrazioni malavitose c’è, ma noi teniamo alta la guardia attraverso la stretta sinergia con la Guardia di Finanza, attraverso rigide procedure antimafia che applichiamo al controllo sugli appalti, sui subappalti e sui lavori a tempo determinato, proprio per evitare possibili ‘‘inquinamenti’’. Le critiche e gli allarmi vanno bene, ma se riferiti a fatti concreti e se servono a far alzare sempre più i livelli di guardia. Sulla prevenzione noi siamo sempre attentissimi».

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