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«Interminal ha portato solo guerra nel porto»

Cosa succede in città? Lettera aperta del proprietario del gruppo Revello Marco Palomba al presidente dell’Authority Fabio Ciani: «Dopo un anno dove sono i nuovi traffici? Sono i padroni dello scalo, a loro è stata concessa un’area che alle imprese locali non è mai stato possibile ottenere. Gradirei più attenzione su ciò che accade nello scalo dagli organismi istituzionali»

Cosa succede in città? Lettera aperta del proprietario del gruppo Revello Marco Palomba al presidente dell’Authority Fabio Ciani: «Dopo un anno dove sono i nuovi traffici? Sono i padroni dello scalo, a loro è stata concessa un’area che alle imprese locali non è mai stato possibile ottenere. Gradirei più attenzione su ciò che accade nello scalo dagli organismi istituzionali»

CIVITAVECCHIA – Era stato il primo ad intervenire, dopo il comitato portuale dei giorni scorsi in cui Sergio Serpente aveva posto ufficialmente la ‘‘questione Interminal’’. Che però sembra tanto essere solo il casus belli, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Marco Palomba, proprietario del gruppo Revello, dopo le dichiarazioni rilasciate ieri alla Provincia dal presidente dell’Autorità Portuale Fabio Ciani, torna ad intervenire, stavolta con una lettera aperta allo stesso Ciani, in cui, in alcuni punti, l’imprenditore riprende alcune questioni sollevate l’altro giorno anche dal presidente della Cpc Enrico Luciani.

Mai come ora, dunque, le imprese storiche del porto (tutte o quasi) sembrano fare fronte comune, reclamando, sostanzialmente, l’applicazione di regole chiare e uguali per tutte nello scalo. «Carissimo presidente – si legge nella missiva – ho letto con molta attenzione il tuo ultimatum ad Interminal e sono rimasto sbalordito! Ma non era politica dell’Autorità Portuale rilasciare licenze d’impresa articolo 16 a chi portava nuovo lavoro nel “nostro porto”? E quando dico nostro intendo delle aziende e delle persone che sono fortemente radicate nel territorio e che hanno fatto la storia di questo scalo sin da quando era grande poco più di una bacinella, quindi escludendo gli apolidi, i casaccari, i voltagabbana ed i camorristi».

Palomba entra subito nel merito della vicenda che sta tenendo banco in questi ultimi giorni: «Può darsi che io sia stato particolarmente disattento, ma non vedo oramai dopo un anno cosa abbia portato Interminal nel porto di Civitavecchia se non guerra, abbassamento di tariffe – peraltro già all’osso – e tanta arroganza permessa chissà da chi e una sorta di immunità da qualsiasi reprimenda e/o denuncia, tanto che fanno ciò che gli pare e piace. Quello che ricordo benissimo è che tra le imprese storiche del porto di Civitavecchia nessuno mai ha avuto aree così belle, urbanizzate e centrali, pochissimi minuti dopo la richiesta avanzata, così come Interminal, se non la Traiana, che a differenza di Interminal ha presentato un valido, veritiero progetto, immediatamente realizzato ed operativo, e cioè i capannoni dove svolge giornalmente la sua attività. Non mi ricordo che Revello, Bellettieri e Spedimar abbiano mai presentato progetti fasulli così come sono i motivi addotti da Interminal per la richiesta dell’area, che se non vado errato doveva servire per fare capannoni per ricoverare pale eoliche di cui nel porto non c’è ombra, a parte quelle che sporadicamente arrivano e sono lavorate ora da una impresa ora da un’altra e quindi senza nessuna esclusiva su questa merce».

«Caro presidente – prosegue Palomba – nelle oramai quotidiane telefonate e riunioni tra gli operati del “nostro porto”(nostro sempre come sopra) emerge una certezza: che tu sei una persona per bene e che bisogna sostenerti. Ebbene io vorrei che questa mia lettera ti aiuti a prendere il toro per le corna: ma chi ha portato queste novità a Civitavecchia? E chi le sta sostenendo? E perché non ti opponi con tutta la tua forza a simili angherie che noi siamo costretti a sopportare? Purtroppo sappiamo benissimo chi ha portato questa gente nel nostro porto ed altrettanto bene sappiamo chi la sostiene: ma sappiano questi signori che oramai la misura è colma ed il vaso sta traboccando. Gradirei molto che gli organismi istituzionali si interessassero molto di più al porto ed a ciò che accade, magari sentendo in qualità di testimoni gli operatori che non vengono beneficiati da queste manne piovute dal cielo che sono linfa vitale per il lavoro e che fanno fatturare molte centinaia di migliaia di euro! Poi, la conclusione firmata da Palomba, con un appello quanto mai sentito: «Presidente, fai il Presidente e delega di meno! Liberaci da queste cricche, cricchette e malafronieri! Lo sappiamo che sei un galantuomo! Per una volta, nella tua vita, incazzati!».

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