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«La città si doti del fascicolo del fabbricato»

La tragedia dell’Abruzzo spinge a riflessioni in materia di prevenzione e controlli L’esponente di Ambiente e Lavoro Sergio Serpente sottolinea la proposta già avanzata nel 2004 e bocciata in consiglio comunale

La tragedia dell’Abruzzo spinge a riflessioni in materia di prevenzione e controlli L’esponente di Ambiente e Lavoro Sergio Serpente sottolinea la proposta già avanzata nel 2004 e bocciata in consiglio comunale

CIVITAVECCHIA – Era il 2002 quando si cominciò a parlare della costituzione del fascicolo del fabbricato, il testo che mette insieme i documenti per fotografare la situazione degli immobili e la natura del sottosuolo, riscontrando i requisiti di sicurezza e le eventuali criticità. Il fascicolo, nella sostanza, contiene le planimetrie e i grafici che evidenziano le caratteristiche dell’immobile e le eventuali modifiche strutturali intervenute successivamente alla sua costruzione, le caratteristiche del sottosuolo, la tipologia delle fondazioni e della struttura portante, l’eventuale presenza di lesioni e la rispondenza alle norme degli impianti.
Sono passati cinque anni e, ad oggi, di questo fascicolo nessuna traccia. In quel periodo era appena crollato il solaio dello stabile di via Buonarroti, poi si verificò lo stesso incidente al magazzino Maury’s di via Bramante. I fatti accaduti spinsero gli allora amministratori a iniziare una serie di verifiche. Da Ambiente e Lavoro, nell’estate del 2004, arrivò un’interrogazione al sindaco De Sio per chiedere l’istituzione del fascicolo del fabbricato: proposta che venne però bocciata in consiglio comunale. «Non bisogna strumentalizzare la tragedia del terremoto che ha colpito l’Abruzzo – ha spiegato Sergio Serpente – ma da qui bisogna partire per aprire una riflessione seria. È necessario attuare questo importante strumento, per fare un censimento dei fabbricati cittadini, partendo dai più vecchi fino a quelli in costruzione. E per fare questo serve la collaborazione degli ordini degli architetti, dei geometri, servono i tecnici. È vero, servono anche finanziamenti ad hoc, ma presentando un progetto ben studiato, si potrebbe richiedere l’intervento della Provincia, della Regione, del Governo o della Comunità Europea». Si deve puntareSERGIO sulla prevenzione, quindi, secondo l’esponente della lista civica Serpente, iniziando con un monitoraggio degli stabili, procedendo con una lista di priorità, continuando con la creazione di gruppi di studio e di commissioni tecniche, mettendo in campo garanzie per quei condomini a rischio. «Si tratta di uno strumento importantissimo – ha aggiunto Serpente – per la sicurezza di tutti. È opportuno quindi che politica e tecnici camminino insieme per attuare questo documento, aggiornandolo e rielaborandolo senza aprire polemiche, ma solo riflessioni».

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