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«La crisi facilita le infiltrazioni criminose»

Usura. Il dirigente nazionale della Confcommercio Tullio Nunzi invita tutti ad alzare la guardia «Nel 2009 hanno chiuso 20 mila negozi, lo scenario non sembra migliore per il 2010»

Usura. Il dirigente nazionale della Confcommercio Tullio Nunzi invita tutti ad alzare la guardia «Nel 2009 hanno chiuso 20 mila negozi, lo scenario non sembra migliore per il 2010»

TULLIOCIVITAVECCHIA – «I recenti avvenimenti politici hanno fatto passare sotto tono la notizia relativa all’operazione “time&money”, conclusa con grande capacità investigativa, da parte dei carabinieri di via San Gallo.
Tale operazione fa seguito ad altre che precedentemente,nel passato, avevano messo fine ad attività e di tipo usuraio, e ad infiltrazioni malavitose nelle attività economiche».
Una vicenda rispolverata da Tullio Nunzi, dirigente nazionale della Confcommercio: «Credo che invece sarebbe necessaria una riflessione ed una attenta lettura dei fatti per far alzare la guardia su questi problemi – ha spiegato Nunzi – in particolare agli operatori del commercio, i quali, in uno scenario non roseo, con un peso della pressione fiscale elevato, con incredibile difficoltà di accesso al credito, a causa di atteggiamenti di alcune banche, con ritardi notevoli dei pagamenti della pubblica amministrazione, rischiano giornalmente l’espulsione dal mercato».
Poi si passa ai dati Confcommercio, che secondo Tulli Nunzi stimerebbero circa 20.000 i negozi chiusi nel 2009, mentre lo scenario del 2010 non sembrerebbe migliore.
«In tempi di crisi è maggiore il rischio che la criminalità si insinui nelle maglie dell’economia locale – si legge in una nota – in particolar modo, anche il ricorso all’usura diventi più elevato; e le operazioni delle forze di polizia possono far pensare a questo.
Mi auguro che si tratti di casi sporadici, ma guai a sottovalutarli, perché la criminalità diffusa non va mai sottovalutata, tenendo poi conto di ruoli e competenze è necessario che ognuno faccia la propria parte».
«Le Forze dell’ordine lo stanno facendo – prosegue l’esponente della Confcommercio – e non per niente la fiducia delle imprese sul loro operato è aumentata del 9%; lo stesso devono fare le istituzioni, che giustamente hanno avviato un fondo antiusura; lo stesso debbono fare gli imprenditori, denunciando i propri estorsori, uscendo dalla reticenza e dal silenzio.
Confcommercio ha avviato in tal senso, nel proprio statuto l’obbligo di costituzione in parte civile a supporto degli imprenditori vittime della criminalità.
Possibile – conclude Nunzi – che si tratti di fatti malavitosi congiunturali, di tipo sporadico, e non radicati nel territorio, ma la tolleranza zero, l’intellegence, la prevenzione e la denuncia sono gli argomenti vincenti affinché si affermino sicurezza e legalità, prerequisiti di una democrazia compiuta, di una democrazia moderna, senza i quali non ci può essere né crescita duratura, né tanto meno sviluppo».

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