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«La dirigenza Seport va commissariata»

Intervento di Freedom che prende di mira i sindacati confederali e Sinistra e libertà. Il coordinatore politico Fabiana Attig: «Il conflitto di interessi in questa vicenda è eclatante»

Intervento di Freedom che prende di mira i sindacati confederali e Sinistra e libertà. Il coordinatore politico Fabiana Attig: «Il conflitto di interessi in questa vicenda è eclatante»

CIVITAVECCHIA – «Nonostante il nostro auto imposto silenzio, la situazione della Seport non è cambiata, al contrario tutto quello da noi preannunciato alla fine è venuto fuori, grazie all’impegno e alla perseveranza del sindacato Ugl e del suo segretario provinciale Stefano Cantarini». Lo dichiara Fabiana Attig, spiegando che «l’ambigua condotta della dirigenza Sport, e la scorrettezza da parte di altri soggetti, ha nei fatti determinato la condivisibile presa di posizione dell’Ugl. Freedom – si legge in una nota – non vuole entrare nel merito delle questioni sindacali, ci mancherebbe, quello che auspica è che l’Ugl vada fino in fondo sulla richiesta di commissariamento della società Seport e che oltre a quello già annunciato, apra una vertenza sindacale dinanzi al Giudice del lavoro, per far luce una volta per tutte, su di una crisi aziendale, le cui conseguenze risultano troppo legate ad una sola parte politica». «La lotta per il potere all’interno del porto tra i maggiori partiti della sinistra di Civitavecchia è sotto gli occhi di tutti – prosegue Freedom – compresi Cgil, Cisl e Uil che fanno finta di non vedere preferendo non entrare troppo nel merito gestionale. Così si acconsente di mettere a repentaglio i posti e le esigue entrate dei lavoratori. Nessuno degli storici partiti di sinistra, difensori per eccellenza… (una volta) della solidarietà e della lotta per la conservazione del posto di lavoro – prosegue la Attig – ha osato mettere in discussione l’assoluta inadeguatezza della dirigenza aziendale. Abbiamo assistito alla incapacità di redigere un convincente piano industriale, tanto è vero che, in appena tre anni, si è determinato il dissesto aziendale, non un solo nuovo contratto, al contrario perdite clienti, tra cui l’Autorità portuale. Non c’è che dire». Freedom parla inoltre dell’incapacità di una dirigenza, di nomina politica che si sarebbe rivelata inadeguata: «Partiti come Sel – spiega il coordinatore politico – il cui conflitto d’interessi in questa vicenda è eclatante, non hanno detto una sola parola, nonostante una consociata della Compagnia portuale sieda in consiglio di amministrazione Seport e che l’attuale presidente della medesima società sia stato indicato dal partito Sel come sua più alta espressione manageriale».

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