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«Le identificazioni si facciano sulle navi»

EMERGENZA IMMIGRATI. Il sindaco di Tarquinia ieri ha scritto una lettera al premier Berlusconi e al ministro Maroni Approvata all’unanimità la mozione contro la tendopoli all’ex aeroporto Amerigo Sostegni

EMERGENZA IMMIGRATI. Il sindaco di Tarquinia ieri ha scritto una lettera al premier Berlusconi e al ministro Maroni Approvata all’unanimità la mozione contro la tendopoli all’ex aeroporto Amerigo Sostegni

TARQUINIA – Accordo bipartisan contro l’arrivo degli immigrati a Tarquinia.
I consiglieri di Comune e Università Agraria, venerdì sera, nel consiglio straordinario e congiunto indetto dal sindaco Mazzola per dire no all’ipotesi di una tendopoli all’aeroporto ‘‘Amerigo Sostegni”, hanno approvato all’unanimità la mozione presentata dal consigliere Sabina Angelucci, in cui «si condanna il modo di far fronte ad un’emergenza umanitaria prevedibile e attesa, con la ricerca illogica ed affrettata di siti idonei senza il minimo confronto con le comunità locali». Con la mozione si conferma la volontà della città di Tarquinia di resistere con ogni forma e modo legalmente consentito per impedire un simile ingiusto progetto e si dà ampia delega al sindaco Mazzola e al presidente dell’Università Agraria Alessandro Antonelli affinché venga avviata ogni utile iniziativa per acquisire tutte le necessarie informazioni atte ad impedire l’imposizione di tale scelta».
Continuano a giungere conferme circa l’idoneità espressa dai vigili del fuoco e dei funzionari dello stato del sito situato sulla Litoranea, ma novità concrete non si avranno prima di lunedì.
Secondo i bene informati, se l’emergenza umanitaria non rientrerà, è molto probabile la realizzazione di una mega tendopoli a Tarquinia. Si parla di un centro di prima accoglienza dei ‘’migranti’’ (profughi e immigrati clandestini) trasformabile , eventualmente, in un centro di identificazione ed espulsione.
Parole dure sono state usate nei loro interventi dal sindaco Mauro Mazzola e del presidente Alessandro Antonelli. «Tarquinia è assolutamente contraria alla realizzazione di una tendopoli che ospiti centinaia o migliaia di persone, in condizioni disumane, e che creerebbe inevitabili tensioni sociali. – ha detto il primo cittadino – È inoltre inaccettabile che decisioni di simile rilevanza vengano prese senza confrontarsi con gli enti locali. Il Governo di fronte a una crisi annunciata da mesi, in quanto le rivolte che hanno sconvolto i Paesi del nord Africa sono scoppiate alcuni mesi fa, si è fatto colpevolmente trovare impreparato e oggi è all’affannosa ricerca di una soluzione che non c’è. La città resisterà con ogni forma e modo legalmente consentito per far rispettare i propri diritti».
«L’Università Agraria è al fianco del Comune di Tarquinia, per un problema che riguarda l’intera collettività. – ha dichiarato il presidente Antonelli – È inammissibile che un sindaco non venga reso partecipe di scelte che avranno pesanti ripercussioni sulla vita della comunità. Occorre un nuovo modello di solidarietà che non può essere quello di concentrare migliaia di esseri umani nelle tendopoli, veri e propri lager. La città non lo tollererà ed è pronta a far ascoltare la voce di un territorio da troppo tempo sfruttato e calpestato che ha il diritto di autodeterminarsi e scegliere il proprio futuro».
Intanto ieri il Governo, seppur ancora non concordemente indirizzato ad univoca soluzione, ha espresso volontà e garanzia di soluzione dell’emergenza umanitaria, parlando di rientro per circa 100 persone al giorno. E proprio a questo proposito il sindaco Mazzola ha scritto una lettera al premier Silvio Berlusconi e al ministro dell’Interno Roberto Maroni.
«Mi chiedo – afferma il primo cittadino – data la manifesta risolutezza, dove sia allora la necessità di realizzare insediamenti temporanei o meglio, tendopoli provvisorie, in tutte le regioni italiane. Mi chiedo, ancora, quale semplice cittadino, se non sarebbe più logico utilizzare le navi-passeggero, impegnate per lo smistamento prima e il rimpatrio poi, per l’unico scopo di identificazione a bordo ed eventualmente per le operazione di rientro, assicurando anche standard di ospitalità ed igiene sicuramente superiori a quelli di una tendopoli».
Sulla vicenda si registra anche l’intervento dell’Udc locale che esprime la propria «contrarietà ad un piano che, per l’ennesima volta, mira ad imporre ai territori scelte e ricadute devastanti sul tessuto economico e sociale della collettività, e nel nostro caso va ad aggravare un’area già fortemente penalizzata da numerose servitù ad alto impatto antropico». «Consideriamo le tendopoli – dicono – una forma del tutto disumana di accoglienza, che lede i diritti umani fondamentali dei profughi e peraltro non in grado di risolvere il problema in quanto appare con chiarezza come sia solo un modo per de localizzare la crisi in altre aree».

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