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«L’Arsial non può vendere ai campeggiatori»

Il sindaco torna all’attacco su La Frasca e scrive alla Regione e all’assessore Valentini: «Qualsiasi attività patrimoniale con terzi soggetti deve coinvolgere il comune» Secondo il regolamento regionale quei beni immobili sono ad ‘‘uso pubblico di interesse generale’’ e possono solo essere ceduti a titolo gratuito al Pincio Il primo cittadino: «Dopo le elezioni chiederemo di far investire 10 milioni di euro per ristrutturare tutti i 56 ettari di quell’area, camping compreso»

Il sindaco torna all’attacco su La Frasca e scrive alla Regione e all’assessore Valentini: «Qualsiasi attività patrimoniale con terzi soggetti deve coinvolgere il comune» Secondo il regolamento regionale quei beni immobili sono ad ‘‘uso pubblico di interesse generale’’ e possono solo essere ceduti a titolo gratuito al Pincio Il primo cittadino: «Dopo le elezioni chiederemo di far investire 10 milioni di euro per ristrutturare tutti i 56 ettari di quell’area, camping compreso»

di MATTEO MARINARO
CIVITAVECCHIA – «Gli atti in possesso di questo Comune dimostrano inequivocabilmente che gli ambiti territoriali riguardanti la pineta ‘‘La Frasca’’ sono nella disponibilità dell’Amministrazione Comunale che ha pertanto la possibilità di utilizzare tutte le prerogative concesse dalla Legge sia per la gestione che per qualsivoglia attività di tipo patrimoniale». Torna all’attacco sulla vicenda della riqualificazione della Frasca il sindaco Moscherini, e lo fa con una lettera inviata all’Arsial, alla Regione Lazio e all’assessore regionale all’agricoltura Valentini per chiedere l’applicazione del regolamento regionale in materia. «In sostanza – ha spiegato il sindaco ieri mattina – come confermato da vari documenti e dalla concessione del ‘94 che scade nel 2013, qualsiasi attività riguardante la gestione di rapporti patrimoniale anche con terzi soggetti deve vedere necessariamente coinvolto il Comune». Moscherini ha ricordato quindi quanto previsto dal regolamento regionale del 2009 che individua i beni oggetto di alienazione e i soggetti beneficiari che possono esercitare il diritto di prelazione sulle aree. «Cinquantasei ettari, di cui 17 sono occupati dal campeggio – ha aggiunto il sindaco – rientrano perfettamente nei parametri del regolamento in quanto ‘‘beni immobili di pubblico interesse destinati ad uso pubblico di interesse generale e di particolare pregio storico’’». Beni immobili quindi secondo il sindaco che devono essere trasferiti a titolo gratuito al Comune: l’Arsial secondo quanto precisato dal primo cittadino non può venderli a terzi. «Questa cosa che riguarda il campeggio è illegittima, irregolare e che prende in giro i civitavecchiesi che sono soci – ha sottolineato il sindaco – ai quali si sta chiedendo di versare dei soldi per potersi comprare queste terre che non sono private. Li sopra non ci possono andare cose commerciali, sprecherebbero i loro soldi. Noi rivendichiamo per la città tutto quel bene». Il sindaco promette quindi che la vicenda proseguirà il suo iter con l’elezione del nuovo consiglio regionale, al quale verrà chiesta la stesura di un protocollo d’intesa e di far investire 10 milioni di euro per ristrutturare tutti i 56 ettari della pineta La Frasca e quindi anche l’area del campeggio. «Se la Regione e Arsial dovessero fare operazioni di vendita – ha concluso il sindaco – noi adiremo a vie legali». Il primo cittadino ha inoltre fatto alcune precisazioni circa la diffida inoltrata alla Regione con cui il Pincio sollecitava la cessione delle aree della Frasca all’amministrazione. In quel documento infatti era esclusa l’area del campeggio. “È un errore di cui me ne assumo io la responsabilità – precisato Moscherini –
Perché la diffida esclude l’area del campeggio ma la bozza del protocollo d’intesa no. Io ho messo questo particolare nella lettera di diffida per fare una “cortesia” se si fosse potuta fare o se quell’aspetto avesse potuto sciogliere la riserva che fino a quel momento manteneva la Regione e l’Arsial. Ma visto che la cosa ha cambiato i connotati e i civitavecchiesi che fanno parte di quella cooperativa sono pochi e quindi non c’è nemmeno il carattere sciovinista. Non vedo perché sottrarre alla collettività un bene ambientale “stirando” le leggi e i regolamenti”. Chiarito anche l’aspetto di proprietà delle aree. “Ormai sono chiari anche aspetti della infinita diatriba circa le aree – ha concluso Moscherini – e con la quale ho fatto i conti quando ero presidente dell’Autorità Portuale. Ogni anno mettevamo in bilancio i fondi e non potevamo investire perché dal Comune di Civitavecchia c’era un rifiuto a consegnare provvisoriamente le aree all’Authority per mettere in atto i lavori previsti dal progetto ambientale. Nel momento in cui sono stato eletto sindaco, questa problematica l’ho sciolta perché so come funziona. Nel protocollo è esplicato il meccanismo per iniziare a lavorare sull’area: l’Arsial cede in comodato gratuito le aree ai comuni Civitavecchia e Tarquinia, questi ultimi le consegnano all’Autorità Portuale fa i lavori. Al termine delle opere i terreni ristrutturati vengono riconsegnati alle amministrazioni comunali che hanno quindi il dovere della manutenzione e della custodia del bene pubblico. Questo è quanto scritto nel protocollo e nel regolamento del 2009”.

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