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«Maggiore dignità all’ospedale di Tarquinia»

Grave denuncia da parte del rappresentante della Fps Cisl e della sicurezza Claudio Riccardi Mentre il nosocomio etrusco si dota di tecnologie sempre più sofisticate, la struttura esterna versa nell’incuria. Appello alla dirigenza e alle istituzioni politiche affinché intervengano

Grave denuncia da parte del rappresentante della Fps Cisl e della sicurezza Claudio Riccardi Mentre il nosocomio etrusco si dota di tecnologie sempre più sofisticate, la struttura esterna versa nell’incuria. Appello alla dirigenza e alle istituzioni politiche affinché intervengano

TARQUINIA – Ospedale nel degrado. A breve sarà inaugurata ufficialmente la nuova macchina per la risonanza magnetica, donata dal Comune all’ospedale di Tarquinia. L’apparecchio all’avanguardia, già in uso da un paio di settimane, porterà al noscomio etrusco notevole beneficio alle tanto citate liste di attesa degli esami radiologici. Peccato però che certe liete notizie finiscono per essere rovinate da una situazione di degrado e carenza di personale in organico che caratterizzano l’ospedale. A denunciare la situazione è Claudio Riccardi, rappresentante della segreteria Fps Cisl e rappresentante per la Sicurezza che chiede «maggiore dignità per l’ospedale di Tarquinia». Riccardi si rivolge alla dirigenza dell’ospedale e alle forze politiche di Tarquinia, «sempre molto sensibili alla realtà ospedaliera e alla difesa della salute pubblica», affinché definiscano quello che deve essere il futuro dell’ospedale: «Se si decide che una struttura deve sopravvivere – dice – che le venga comunque garantita dignità nel farlo, nel rispetto di una città e di una popolazione che in fatto di carattere sociale e dignità, non è seconda a nessuno». «Come cittadino di Tarquinia e operatore del locale presidio ospedaliero – spiega Riccardi – credo sia ormai opportuno constatare la grave situazione di degrado e la carenza di personale in organico con cui tutti i giorni siamo costretti a convivere. Basta entrare nella struttura per rendersi conto di come gli ambienti siano del tutto inadeguati alle tecnologie ospitate ed a una realtà territoriale all’avanguardia. Ne è un esempio la zona che dovrebbe ospitare la nuova entrata, ormai invasa da ingombranti erbacce da quando il cantiere della ristrutturazione è stato chiuso. Le persone che transitano e aspettano fuori la sala operatoria e la sala parto di certo notano la grave incuria, così come il muro di tavole gialle che fanno da parete al corridoio. Fortunatamente gli ambienti interni sopravvivono dignitosamente, ma solo per la buona volontà degli operatori e grazie a donazioni private che permettono di fare occasionali lavori di manutenzione, ma le criticità sono veramente troppe». «All’esterno – prosegue Riccardi – il piazzale del parcheggio è per quasi tutto l’anno sporco e pieno di erbacce, ci si ricorda di pulirlo solo con l’avvicinarsi della tradizionale processione del Cristo Risorto, mentre punta massima del degrado è di sicuro il continuo sporcare dei piccioni soprattutto nel piazzale e nel cortile interno alla radiologia. Qui il cattivo odore e pericoli per la salute degli operatori crea uno dei contrasti più evidenti tra le condizioni logistiche e l’elevata tecnologia delle Unità operative presenti». «I locali del laboratorio analisi – denuncia ancora Riccardi – sono stati ristrutturati da poco e hanno finalmente un aspetto gradevole e funzionale, ma sono sovrastati da un cattivo odore proveniente dal sistema fognario. Un problema che si ripresenta anche nella sala d’attesa della Radiologia, dove il persistente mal odore in certi giorni sale anche verso i piani superiori, dove dovrebbe essere la Direzione Sanitaria. Una situazione già segnalata innumerevoli volte e che si aggrava chiaramente in estate, ma nessuno ha avuto ancora la creanza di porsi il problema». (Ale.Ro.)

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