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«Montalto cavia del nucleare in Italia»

Il consigliere del Pd Giuseppe Parroncini ha presentato una mozione «I paesi che convivono con queste centrali hanno espresso forti perplessità»

Il consigliere del Pd Giuseppe Parroncini ha presentato una mozione «I paesi che convivono con queste centrali hanno espresso forti perplessità»

MONTALTO DI CASTRO – «Per l’Italia sarà la Tuscia viterbese a fare da cavia, perché ormai lo sanno tutti che una nuova centrale nucleare è prevista a Montalto di Castro, come dimostrano i sopralluoghi dell’Enel». Giuseppe Parroncini, consigliere regionale Pd, rilancia il tema della centrale atomica, dando ormai per certa la realizzazione dell’impianto nella cittadina castrense. Parroncini ha presentato una mozione in Regione, insieme ai consiglieri regionali Francesco Scalia e Franco Dalia, con la quale impegna il presidente della Regione Lazio e la giunta a non dare il proprio consenso alla realizzazione di una centrale nucleare a Montalto di Castro e comunque in nessun altro sito della Regione Lazio. «Ciò che non ci viene detto – dice Parroncini – è che di questo tipo di centrale non ne esiste nessuna funzionante in tutto il mondo perché la tecnologia francese Epr, quella che il governo vuole utilizzare nel nostro Paese, è sperimentale. Ce ne sono solo un tre in costruzione in Cina, Finlandia e Francia e stanno registrando problemi a non finire». «Ciò – spiega Parroncini – è quanto emerso ieri sera nella trasmissione di approfondimento ‘‘Presa diretta’’, condotta dal giornalista Riccardo Iacona. Le testimonianze di chi ci lavora, progettisti, ingeneri e manovalanza, quando parlano di sicurezza, fanno venire i brividi. I Paesi che già convivono con il nucleare, la Finlandia e la stessa Francia, hanno espresso forti riserve sul reattore. Non solo: vengono confermati i rischi per la salute di chi abita nei dintorni di una centrale. Il sottosegretario Stefano Saglia ha ammesso che siamo in ritardo: ancora non esiste l’agenzia per la sicurezza nucleare, che dovrebbe prevedere un dipartimento di radioprotezione per preservare la salute dei cittadini. Viene resta il problema dello smaltimento delle scorie radioattive. Non abbiamo un deposito per le centinaia di tonnellate di scorie che verrebbero prodotte».

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