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«Nessuno ha promosso questo progetto di sviluppo»

PATTO TERRITORIALE DEGLI ETRUSCHI. La socialista Cristina Riccetti chiama in causa gli amministratori attuali e passati

PATTO TERRITORIALE DEGLI ETRUSCHI. La socialista Cristina Riccetti chiama in causa gli amministratori attuali e passati

CIVITAVECCHIA – Una politica silente e una città disorientata e lontana dal capire quello che è accaduto e quello che sta accadendo intorno ai Patti Territoriali. Di questo parla il segretario della federazione civitavecchiese del Partito socialista, Cristina Riccetti, premettendo la strategica importanza assunta dai Patti Territoriali sia sotto il profilo della programmazione dello sviluppo del territorio, sia come strumento che condiziona la vocazione commerciale-turistica-industriale del territorio. Critica i politici e gli amministratori che si sono susseguiti nel tempo, come pure le promesse di sviluppo occupazionale mai concretizzate, arrivando a titolare questa vicenda ‘‘Il Patto Territoriale degli Etruschi, cronaca di una morte annunciata’’. La Riccetti ripercorre tutta la storia, partendo dalla definizione del quadro generale degli interventi economici e amministrativi che favoriscono l’esperienza dei Patti Territoriali. Per quanto riguarda quello degli Etruschi la socialista sottolinea l’obiettivo legato alla promozione e al rilancio del turismo, allo sviluppo del settore agricolo e alimentare e allo sviluppo della attività di servizio sia commerciale, gestionale ed informatico, che artigianale e industriale, compatibile con la vocazione del territorio. Torna a criticare la scelta del Carbone, definendola incompatibile con questo indirizzo di sviluppo, prima di trattare la parte economica: 600 miliardi di investimento, destinati a finanziare interventi nel settore turistico, dei servizi e del commercio, tradotti in circa 1000 posti di lavoro. Cristina Riccetti non risparmia critiche alla giunta De Sio e alla sua finanza creativa, all’atto di ricordare il brusco arresto subito dal Patto Territoriale, tracciando un GIANNIparallelismo tra questa sfumata ipotesi di sviluppo e la riconversione a carbone della centrale Enel di Tvn. «Per quale motivo – si domanda – i politici dell’epoca non hanno promosso con forza il Patto Territoriale degli Etruschi, mentre hanno usato il pugno di ferro per imporre la riconversione?». Poi attacca la giunta Moscherini: «La scusante della sua inerzia è legata all’incertezza sulla proprietà dei terreni – si chiede – o esistono altri impedimenti?». Conclude affermando che coloro che hanno impedito l’attuazione del Patto, ne dovrà rispondere alla città, agli imprenditori e ai disoccupati.

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