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«Oltre 90mila euro d’avanzo, ma aumentano le tasse»

Tolfa. Dopo l’ok al bilancio consultivo, levata di scudi dei consiglieri d’opposizione dell’Università Agraria Michele Moreddu: «Si fa pagare chi trae un reddito dalle attività svolte nei terreni gestiti dall’ente e gli investimenti vengono poi lasciati a zero» Preoccupa in collina anche l’interesse di un’azienda del nord per la gestione trentennale dei boschi dove poter realizzare una centrale a biomasse

Tolfa. Dopo l’ok al bilancio consultivo, levata di scudi dei consiglieri d’opposizione dell’Università Agraria Michele Moreddu: «Si fa pagare chi trae un reddito dalle attività svolte nei terreni gestiti dall’ente e gli investimenti vengono poi lasciati a zero» Preoccupa in collina anche l’interesse di un’azienda del nord per la gestione trentennale dei boschi dove poter realizzare una centrale a biomasse

di ROMINA MOSCONI

TOLFA – L’approvazione del bilancio consuntivo dell’Università Agraria di Tolfa scatena le polemiche in collina. L’opposizione, capitanata dal capogruppo Michele Moreddu (nella foto), tuona contro la «mancanza di un progetto e di risposte concrete a favore dei cittadini di Tolfa». «Nonostante una situazione finanziaria non certamente compromessa – dice Moreddu – con un avanzo di amministrazione superiore ai 90mila euro, l’attuale amministrazione, nel pieno di una crisi, riduce le giornate di lavoro, che possono essere date ai cittadini maggiormente colpiti dalla crisi economica, ed aumenta le tasse per chi trae un reddito, in molti casi integrativo, dalle attività agricole svolte nei 7000 ettari di territorio gestiti dall’ente». Moreddu sottolinea che come opposizione hanno già più volte chiesto che «l’amministrazione intraprenda delle scelte a favore della cittadinanza, perché l’obiettivo non è certo avere avanzi di amministrazione crescenti, (per farne cosa?), in momenti di così grande difficoltà occupazionale». «Si è parlato di investimenti per oltre 400 milioni di euro – puntualizza la minoranza – senza mettere un euro in investimenti nel bilancio di previsione, senza mai indicare chi farebbe questi investimenti e come». Ad impensierire Moreddu e company è «l’interesse di una generica azienda del nord per la gestione trentennale di tutti i boschi dell’ente, per impiantare una minicentrale a biomasse nel territorio dell’ente». «Che vantaggio potrebbero ricavarne i tolfetani se tutto il patrimonio forestale fosse gestito per un’intera generazione da una società del nord? – prosegue Moreddu – Un’eventuale entrata, di poco superiore a quella che ordinariamente viene incamerata, pagherebbe anche in futuro? Ma questa amministrazione non parlava dell’eventuale realizzazione di un parco naturale nei territori dell’ente?. Si parla di progetti per favorire le attività agricole, ma poi si aumentano le tasse tanto da non renderle economicamente praticabili nel territorio dell’ente: tutto questo non è un continuo affermare, per poi contraddire poco dopo? Non è un annunciare per poi non realizzare? Come nel caso dell’apertura della fattoria didattica annunciato un anno fa e che invece non è stata ancora aperta?». Non mancano frecciate velenose alla giunta dell’ente agrario: «Non ci sembra che i tolfetani possano trarre vantaggi da un ente che dà meno lavoro, fa progetti ma non li realizza, dà lavoro a professionisti anche del frusinate ma non a quelli del luogo, chiede più soldi ai cittadini per consolidare avanzi di amministrazione e non per investire e dare lavoro: non sarà forse il caso che si cambi registro e si ascoltino le esigenze dei cittadini?»

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