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«Ospedale senz’acqua, rimandato l’intervento di mia madre»

CIVITAVECCHIA – Singolare episodio denunciato da una donna, figlia di una signora che da sabato mattina è ricoverata all’ospedale San Paolo di Civitavecchia. «Vi scrivo perché stamattina è successa una cosa che ha dell’incredibile: l’ospedale era senza acqua. Mia madre, come tante altre persone, erano in lista per essere operate, ma le camere operatorie ovviamente sono state chiuse. Pare che l’acqua mancasse già dalla sera prima – riferisce la donna – e verso le 8,30 sono cominciate ad arrivare delle autobotti che ovviamente hanno sopperito alle esigenze primarie dell’ospedale. Successivamente – afferma la donna – sono state riaperte le sale operatorie ma ovviamente sono stati fatti pochi interventi, e tra questi non c’è mia madre che è da sabato mattina che è con una spalla rotta. Domani non si opera, per cui l’operazione, salvo complicazioni, sarà effettuata giovedì mattina, quasi una settimana dopo la frattura. E non sto qui a raccontare le peripezie per trovare un posto letto in ortopedia». «Mi chiedo – si legge nella lettera – è possibile che succedano queste cose? E se fosse arrivata un’emergenza, un cesareo d’urgenza? Come è possibile che dalla sera, con interventi programmati per il giorno dopo, non si sia fatto in modo di trovare una soluzione». Un problema grave, che tuttavia non è dipeso dall’ospedale San Paolo, bensì da un disservizio patito da tutta la città. Va detto che la Asl Roma F si è attivata tempestivamente per far fronte al disagio, tentando di assicurare in ogni modo i servizi essenziali all’utenza. «Ovviamente ad un certo punto abbiamo esaurito le scorte di acqua – precisano dalla Asl Roma F- ma il nostro impegno è stato costante. Abbiamo tempestivamente chiamato il Comune e le autobotti sono arrivate, ovviamente l’acqua è stata consumata poiché l’attività è andata avanti. Già dalle prime ore ci siamo mossi per cercare di assicurare i servizi senza interruzioni. Dovendo scegliere dove destinare le risorse idriche – conclude l’azienda – abbiamo scelto di puntare sugli aspetti più urgenti e delicati, come ad esempio l’igiene degli ammalati».

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