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«Per Case Turci faremo una gara europea»

Approvata con 20 voti favorevoli la vendita delle aree ex Eni che il Pincio acquistò a prezzo di favore Moscherini: «I concorrenti ci stanno ripensando perché i nostri uffici hanno impiegato più di un anno a perimetrare gli spazi» Dubbi e perplessità sollevate da Piendibene e Scotti. Il sindaco torna ad attaccare De Marco: «Ha fatto una delibera pericolosa che abbiamo dovuto ritirare»

Approvata con 20 voti favorevoli la vendita delle aree ex Eni che il Pincio acquistò a prezzo di favore Moscherini: «I concorrenti ci stanno ripensando perché i nostri uffici hanno impiegato più di un anno a perimetrare gli spazi» Dubbi e perplessità sollevate da Piendibene e Scotti. Il sindaco torna ad attaccare De Marco: «Ha fatto una delibera pericolosa che abbiamo dovuto ritirare»

CIVITAVECCHIA – Sviluppo, urbanistica e occupazione. Questi i temi affrontati durante il consiglio comunale di oggi. In particolare il dibattito si è focalizzato sul punto 1 dell’allegato ‘‘C’’ rubricato ‘‘Alienazione aree di proprietà comunale nel Piano Insediamenti Produttivi ‘‘Case Turci’’, approvato con 20 voti favorevoli (con la maggioranza anche Cosimi) 4 astenuti (Porro, Tidei, Piendibene e Gatti). Fuori dai banchi Petrelli e Manuedda. Un atto, ha ribadito più volte il sindaco, di cruciale importanza per incrementare i livelli occupazionali in città. «Chiesi personalmente a Scaroni dell’Eni – ha sottolineato il sindaco – di vendere al comune quelle aree a prezzo ridotto al metro quadro, 28 euro,per renderle appetibili agli imprenditori una volta messe sul mercato. Aziende in grado di dare occupazione. Ma a quanto pare gli interessati ci starebbero ripensando perché per fare le perimetrazioni gli uffici del comune hanno impiegato più di un anno e mezzo». Un aspetto quest’ultimo che è stato sottolineato dalla consigliera del Pd Marietta Tidei che ha ricordato al sindaco la mancanza di un assessorato allo sviluppo, ridotto ad una ‘‘semplice’’ delega. Una sottolineatura che ha riacceso le polemiche tra il sindaco, l’ex assessore De Marco e gli onorevoli Pallone e Giro. «Un argomento questo – ha precisato Moscherini – che ha provocato lo scontro con personaggi romani, semplicemente perché ho detto che De Marco ha fatto 3 delibere insignificanti in 3 anni, di cui una pericolosa che abbiamo dovuto ritirare (delibera di consiglio n.88 del 2009) perché abbassava il tempo massimo per poter rivendere le aree assegnate. Il regolamento vigente prevede un minimo di 5 anni invece con quella delibera si arrivava ad un anno». Anche i consiglieri Piendibene e Scotti sono entrati nel merito sollevando dubbi macroscopici e perplessità circa la determinazione delle dimensioni di queste aree. L’acquisto di quegli spazi fu votato alcuni mesi fa in consiglio. «Difficilmente – ha sottolineato Piendibene – un comune acquista un’area e la rimette sul mercato allo stesso prezzo. La logica più normale sarebbe stata quella di fare un bando con il quale far partecipare tutti. Ciò che ci lascia interdetti è che queste aree nella delibera sono già state determinate come dimensioni. Non c’è mai casualità nei dati scritti nelle delibere». Sempre più distante dalle larghe intese il consigliere di maggioranza Sandro Scotti, che nel suo intervento ha duramente criticato il modo di procedere dell’amministrazione. «Una proposta di delibera condivisibile – ha spiegato Scotti – il problema è che i 6 ettari sono stati suddivisi in due lotti di 40mila e 20mila metri quadrati per essere attribuite d’amblais a Panapesca e Umbria Olii. Questo è un mono di procedere dell’amministrazione sbagliato. Oggi questi due imprenditori si sono ritirati ed è stato fatto il bando europeo ma se non fosse stato così sono sicuro che sulla delibera ci sarebbero stati scritti i nomi. Perché non suddividere le aree ad esempio in 60 lotti da 1000 metri quadrati? Una vicenda questa gestita male all’inizio, speriamo che venga gestita bene alla fine». Il sindaco Moscherini ha infine precisato che le aree verranno rivendute secondo legge a 28 euro al metro quadrato a soggetti che verranno individuati tramite il bando di gara europeo: «Bando dal quale è stato eliminato il commerciale – ha concluso – solo industrie e ci sono parametri per definirle. Avrà più punti chi assicurerà occupazione stabile».

Mat. Mar.

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