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«Per la scuola Centro mi sono sempre battuta»

Paola Rocca replica ai genitori che la accusano di non aver difeso le loro ragioni Il consigliere d’opposizione: «Alcune mamme dovrebbero partecipare ai consigli comunali»

Paola Rocca replica ai genitori che la accusano di non aver difeso le loro ragioni Il consigliere d’opposizione: «Alcune mamme dovrebbero partecipare ai consigli comunali»

S. MARINELLA – Scuola Centro, le polemiche non accennano a fermarsi. Paola Rocchi (nella foto) risponde «ad “alcuni genitori” che, senza firmarsi, hanno rilasciato una dichiarazione mescolando insieme antenne, compiti e iscrizioni, vorrei chiedere di partecipare ai consigli comunali, la sera dopo cena, fino a notte fonda. Oppure girare per gli uffici, chiedere documenti, studiarli e confrontarli – incastrando tutto questo con il lavoro, la casa e la famiglia. Così forse potranno avere chiara la differenza fra minoranza e maggioranza; potranno rendersi conto di persona chi detiene il potere di rimuovere antenne e non lo fa. Vedrebbero anche chi si batte con energia e passione disinteressata, e chi invece si limita tutto sommato a scaldare una poltrona». Ma i genitori replicano prontamente. «La Rocchi – dicono – vista la sua posizione, non poteva essere il nostro difensore civico. I suoi giochetti li abbiamo capiti da qualche tempo, anche se lei è l’unica che non se ne è accorta. La nostra è una protesta non contro qualcuno, noi facciamo riunioni con le cartelline, come lei». «I nostri figli – proseguono i genitori – li tuteliamo da soli non è certo lei da consigliere di minoranza che deve venire a farci la lezioncina. Se deve fare la maestra della situazione e pensare che i nostri cervelli sono rigorosamente ridotti di logica, le vogliamo ricordare che esistono tre circolari e che potremmo rinfrescarle noi le idee. La circolare Ministeriale del 20 febbraio 1964, che ha ad oggetto i compiti da svolgere a casa e in classe sarà cura dei capi d’istituto richiamare l’attenzione degli insegnanti adeguate misure volte ad evitare che gli impegni di studio a casa siano inegualmente distribuiti e concentrati in alcuni giorni della settimana».

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