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«Picchettata l’area delle casette»

Angelo Pierotti torna a lanciare l’allarme per il progetto del villaggio di legno a San Liborio. L’esponente del Coordinamento: «Aperta la recinzione per piantare dei paletti che serviranno al cantiere. Non appena arriverà la ditta per eseguire i lavori tornerò a chiedere il sequestro. Vogliamo che siano costruiri alloggi popolari veri, non prefabbricati»

Angelo Pierotti torna a lanciare l’allarme per il progetto del villaggio di legno a San Liborio. L’esponente del Coordinamento: «Aperta la recinzione per piantare dei paletti che serviranno al cantiere. Non appena arriverà la ditta per eseguire i lavori tornerò a chiedere il sequestro. Vogliamo che siano costruiri alloggi popolari veri, non prefabbricati»

CIVITAVECCHIA – «Si sta approfittando dello sgomento in città per la morte del Vescovo, che ha giustamente calamitato l’attenzione generale, per avviare i lavori delle casette di legno di San Liborio». Lo denuncia Angelo Pierotti, al quale alcuni abitanti dei palazzi limitrofi all’area dove dovrebbe sorgere il villaggio di prefabbricati hanno segnalato che ieri mattina qualcuno «ha aperto la recinzione dell’area, piantando dei picchetti con dei numeri che dovrebbero fare riferimento al futuro cantiere».
«Voglio chiarire ancora – aggiunge Pierotti – che noi non siamo contro la costruzione di case necessarie per affrontare l’emergenza abitativa, ma vogliamo la realizzazione di alloggi popolari ‘‘veri’’ e definitivi, come pure sarebbe possibile ottenere se solo il Comune la finisse con questa guerra con l’Ater. Comunque domani mattina – aggiunge Pierotti – sarò qui e se, come sembra, si darà il via ai lavori, avviserò immediatamente i Carabinieri e la Procura della Repubblica, a cui ho presentato già due esposti, chiedendo di nuovo il sequestro dell’area, visto che come si evince anche dalla lettera inviata lo scorso settembre dalla Regione Lazio al Comune di Civitavecchia per richiedere approfondimenti alla luce del primo esposto, saremmo in presenza di un palese abuso edilizio, per la mancata compatibilità urbanistica tra l’intervento previsto dal Pincio e le destinazioni urbanistiche del sito e per l’sclusione del concetto di temporaneità delle opere previste ‘‘in quanto estraneo al concetto temporaneo di utilizzo e di precarietà degli immobili residenziali’’ come sottolineato dal direttore regionale del dipartimento Territorio Daniele Iacovone».
Pierotti, lo scorso 17 febbraio, insieme ad altri rappresentanti del Coordinamento aveva già chiesto il sequestro preventivo dell’area. Una misura cautelare che era stata esclusa dall’autorità giudiziaria, almeno fintanto che non si fosse dato avvio al cantiere.

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