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«Possiamo salvare il sistema idrico cittadino»

CIVITAVECCHIA – «La drammatica e preoccupante situazione dell’acqua in città è il frutto della malagestione e del lavoro dei cattivi amministratori che hanno gestito il servizio negli ultimi anni». Questa la sintesi del complesso e dettagliato intervento di Roberto Bonomi al convegno sul tema ‘‘Acqua Pubblica’’ organizzato dall’omonimo comitato cittadino. Presenti ieri anche Simona Ricotti del Forum Ambientalista Paolo Carsetti del Forum italiano movimenti per l’acqua e Alberto De Monaco del Comitato difesa acqua pubblica di Aprilia. Bonomi ha illustrato al pubblico i dati del suo dettagliato studio sul sistema idrico cittadino che porta avanti da quanto sedeva come consigliere sugli scranni della Pucci. «Civitavecchia – ha precisato Bonomi – acquista acqua per oltre 12,248 milioni di metri cubi all’anno. Di questi 1,5 milioni (acqua del Siit e Medio Tirreno) non arrivano all’impianto filtri di Aurelia. L’assessore Campidonico stesso ammise già dal primo semestre 2009 che l’acqua che arrivava all’impianto di Aurelia era tra il 50 ed il 60% in meno. Tant’è che l’assessorato alle Manutenzioni, per autotutelarsi, fece un esposto alla Procura della Repubblica su questo ammanco». L’ex consigliere comunale, dati del Pincio alla mano, ha quantificato le perdite fisiche di acqua nella condotta e le ‘‘perdite amministrative’’, ovvero l’acqua che il Comune eroga e che non incassa. «Dai dati acquisiti risultano – ha aggiunto Bonomi – circa 8,6 milioni di metri cubi di perdita totale. Un dato sovrastimato che in un’ottica prudenziale possiamo ridurre fino a 6 milioni di metri cubi: ebbene se di queste perdite se ne recuperasse almeno la metà acquisendo nelle casse i relativi introiti saremmo ancora sopra la percentuale media di perdite totali risultante per le generalità degli Ato». Il membro del comitato cittadino ‘‘acqua pubblica’’ evidenzia anche un particolare che riguarda Acea: i contratti di fornitura andrebbero rivisti. «La fornitura base di Acea, 110 litri/secondo la paghiamo relativamente poco se restiamo nel primo scaglione – ha concluso Bonomi – ma il contratto diventa molto oneroso negli scaglioni successivi. Negli anni Acea è arrivata a fornire fino al 44% mentre l’acqua ‘‘comunale’’ è sempre più diminuita. Ci sono lettere dirigenti e funzionari hanno scritto agli assessori chiedendo di rivedere i contratti. Cosa che non è mai stata fatta. Possiamo ancora salvare il salvabile». (SEGUE)

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