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«Quella curva della morte»

Per molti residenti della zona si tratta di una ‘‘tragedia annunciata’’ «Lì non c’è nemmeno campo per i cellulari. In caso di difficoltà non si può nemmeno chiedere aiuto»

Per molti residenti della zona si tratta di una ‘‘tragedia annunciata’’ «Lì non c’è nemmeno campo per i cellulari. In caso di difficoltà non si può nemmeno chiedere aiuto»

TOLFA – Dopo i primi momenti di dolore per la scomparsa dei due giovani tolfetani che hanno perso la vita nell’incidente di mercoledì notte si fanno i primi bilanci e un pò avunque si alzano i commenti attorno a questa triste vicenda. «Oggi è una giornata uggiosa è molto triste – scrivono i tanti amici dei due giovani su Facebook – ma ci dobbiamo unire noi tutti amici di Tolfa alle famiglie di Paride Ferrante ed Alessandro Bocci, per la perdita dei loro amati figli. Li ricorderemo con affetto». A parte il dolore e lo sgomento di quelli che non sanno darsi pace per queste giovani vite strappate c’è anche chi considera il tutto una ‘‘tragedia annunciata’’. Secondo i primi rilevamenti sembrano non esserci segni di frenata e questo piccolo particolare avvalora la tesi di molti residenti di Tolfa e della frazione di Santa Severa nord che in queste ore stanno alzando la voce per spiegare che da tempo questa strada miete vittime e quasi ogni giorno è teatro di incidenti più o meno gravi.
«Questo tratto, infatti, è noto come la ‘‘strada della morte’’ – scrivono alcuni residenti collinari – abbiamo più volte lamentato l’estrema pericolosità della provinciale che collega Tolfa a Santa Severa perchè è piena di stretti e pericolosi tornanti, con il manto stradale sdruciolevole che in molte parti è lesionato e c’è pochissima visibilità. Questa strada poi è molto trafficata e quindi siamo in tanti a temerla. Tra l’altro in questa zona c’è spesso nebbia e ghiaccio e quindi la pericolosità aumenta. Nei fine settimana poi questo tratto diventa una pista per tantissimi motociclisti che la scambiano per Vallelunga e quindi è ancora più pericoloso. Va poi ricordato che non c’è campo per i cellulari e quindi se succede qualcosa non si può assolutamente chiedere aiuto. Quante altre morti dovranno esserci e quanti altri incidenti dovranno accadere perchè chi di competenza intervenga?»
Rom. Mos.

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