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«Renda è una professionalità utile alla collettività»

Il Segretario dell’Udc Marco Di Gennaro ne chiede la riassunzione e parla di un licenziamento deciso con eccessiva fretta. «Oltre al danno per l’azienda derivato dal suo ingiusto allontanamento così si aggiunge la beffa di dover corrispondere per tale motivo una consistente somma»  

Il Segretario dell’Udc Marco Di Gennaro ne chiede la riassunzione e parla di un licenziamento deciso con eccessiva fretta. «Oltre al danno per l’azienda derivato dal suo ingiusto allontanamento così si aggiunge la beffa di dover corrispondere per tale motivo una consistente somma»  

CIVITAVECCHIA – Etm e Piazza del Conservatorio all’esame di Marco Di Gennaro, che replica agli attacchi di quanti vedono nella difesa di alcune attività ed iniziative, messa in campo dall’Udc, un disegno che tirerebbe in ballo inconsistenti ipotesi di truffa e di immaginari reati. Il segretario del partito parla di iniziative «aggredite con l’inaudita violenza verbale caratteristica di chi non ha validi argomenti a sostegno delle sue ragioni», definendo il vicesindaco Gino Vinaccia «reo di avere espresso, con la competenza che gli deriva dall’abitudine ad approfondire i problemi, una sua circostanziata valutazione in merito all’argomento». Il plauso di Di Gennaro va anche agli esponenti dell’opposizione che hanno riconosciuto la professionalità di Renda: «Il tempo è galantuomo – dichiara il medico – e come era prevedibile, ora che la Magistratura ha confermato la piena regolarità degli argomenti sostenuti dall’ Udc». Su Etm le considerazioni più amare: «Rimane, nondimeno, lo sconcerto nell’assistere al fallimento di un’azienda che solo sino a tre anni fa godeva, sotto la direzione del dottor Renda, di piena salute – afferma il segretario dell’Udc – ed il rimpianto per la mancata occupazione che si sarebbe avuta qualora si fosse permesso all’azienda di continuare a crescere». Stando alle parole di Di Gennaro, ulteriore motivo di preoccupazione sarebbe il risarcimento, in parte già MARCOriconosciuto dal giudice , che dovrà essere pagato per l’ingiusto licenziamento di Salvatore Andrea Renda: «Noi auspichiamo che a tale decisione presa con eccessiva fretta – conclude Marco Di Gennaro – si ponga rimedio recuperando, prima che magari lo decida il giudice, una professionalità utile per la collettività ed evitando che, oltre al danno per l’azienda derivato dal suo ingiusto allontanamento, si aggiunga la beffa di dover corrispondere, per tale motivo, una consistente somma che , sia ben chiaro, sarà completamente a carico di chi ha avuto la responsabilità di tale scelta».

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