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«Respinto il ricorso della Beg, ora pensiamo ad Arrow Bio»

Il Sindaco esulta dopo la sentenza del Tar sul project financing bloccato nel 2006 dalla giunta Saladini. Moscherini ripercorre la vicenda senza risparmiare critiche alla precedente amministrazione regionale di centrosinistra. Il primo cittadino: «Questo conferma la nostra trasparenza, siamo contrari alle discariche e a qualsiasi ipotesi di combustione»

Il Sindaco esulta dopo la sentenza del Tar sul project financing bloccato nel 2006 dalla giunta Saladini. Moscherini ripercorre la vicenda senza risparmiare critiche alla precedente amministrazione regionale di centrosinistra. Il primo cittadino: «Questo conferma la nostra trasparenza, siamo contrari alle discariche e a qualsiasi ipotesi di combustione»

CIVITAVECCHIA – Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dalla Beg Spa negli anni scorsi, riguardante il project financing in materia di rifiuti, bloccato dall’amministrazione comunale. E Gianni Moscherini esulta, descrivendo il significato della sentenza 488 del 14 ottobre scorso che di fatto ha sbarrato la strada ad una richiesta di risarcimento avanzata nei confronti del Comune di Civitavecchia per un totale di circa 10milioni di euro. «Non si tratta di una sentenza di poco conto – commenta il Sindaco – perché dimostra che la nostra azione amministrativa è dettata dall’esigenza di dare risposte ai problemi della collettività, secondo criteri di legalità e trasparenza». Il primo cittadino bacchetta quanti finora dall’opposizione sono intervenuti sulla questione dei rifiuti: «Questa patata bollente – fa sapere – l’abbiamo ereditata dalla passata amministrazione Saladini. Cinque mesi dopo il nostro insediamento – ricorda – abbiamo rischiato di rimanere senza una discarica e ci siamo trovati di fronte a questo project financing del 2006, con la Beg Spa vincitrice della gara. La gestione Saladini aveva annullato il procedimento e il Tar diede ragione alla società – dichiara Moscherini – intimando all’amministrazione comunale di portare a compimento il project. Procedendo con il buonsenso abbiamo individuato una discarica provvisoria per evitare l’emergenza rifiuti – fa sapere ancora il primo cittadino – con un accordi transitorio raggiunto in Regione quando era governata dal centrosinistra che involontariamente, con la sua arroganza, ci ha dato una grossa mano per risolvere il contenzioso con la Beg. Ricordo che convocai una conferenza di servizi alla quale partecipò la società ma non la Regione, che si limitò a trasmettere un fax contenente le ragioni dell’assenza. ‘‘Non siete titolati’’, lessi in quel foglio che sottoposi subito all’attenzione della Beg, prendendo intanto la palla al balzo per chiamarci fuori dal contenzioso». Era il 12 gennaio 2009 e da quel momento l’amministrazione Moscherini iniziò a lavorare per cercare delle soluzioni alternative per evitare la combustione dei rifiuti. Poi un incontro con alcuni membri dell’ambasciata israeliana, sfociato nei famosi viaggi a Tel Aviv, per studiare il progetto Arrow Bio. «Prima di predisporre un piano di fattibilità – spiega il Sindaco – ne abbiamo parlato in consiglio comunale ma ci siamo dovuti comunque scontrare con la lobby dei termovalorizzatori. Stranamente qualcuno ha cominciato ad opporsi, parlando di normative europee che non prevedono la separazione a valle. Abbiamo ottenuto un sì da Montino per la sperimentazione del progetto – aggiunge – ora la nuova giunta regionale con il presidente Polverini e l’assessore Di Paolo ha confermato nel piano rifiuti la sperimentazione di questo progetto a Civitavecchia». Gianni Moscherini spera che entro due mesi si riesca a chiudere la parte burocratica per dare il via ai lavori: «Come si può pensare che questa maggioranza possa dire di sì a qualsiasi forma di combustione, visto il percorso fatto finora? – si interroga il Sindaco – Che senso avrebbe un referendum, visto che abbiamo già deciso?». Moscherini critica «la politica del nulla» portata avanti dall’opposizione e rilancia, parlando di clausole da imporre ai nuovi proponenti. «L’amministrazione dovrà avere l’opportunità un giorno di riscattare la struttura – conclude – più i naturali benefici derivanti dal biogas. Intanto abbiamo messo la parola fine su tutto quanto poteva rappresentare un pericolo per le casse comunali».

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