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«Ri.Rei: i licenziamenti un nuovo atto di arroganza»

Santa Marinella. Il consigliere regionale di Sinistra e Libertà esorta il centrosinistra a procedere con l’affidamento alle Asl Enrico Luciani: «È necessario che il pubblico riprenda in mano la situazione» Il Consorzio invece: «Serve ripartire dal piano industriale per trovare una soluzione condivisa»

Santa Marinella. Il consigliere regionale di Sinistra e Libertà esorta il centrosinistra a procedere con l’affidamento alle Asl Enrico Luciani: «È necessario che il pubblico riprenda in mano la situazione» Il Consorzio invece: «Serve ripartire dal piano industriale per trovare una soluzione condivisa»

S. MARINELLA – «I 193 licenziamenti da parte del consorzio Ri.Rei sono l’ennesimo atto di arroganza che conferma quanto andavamo dicendo nei giorni della protesta. È necessario che il pubblico riprenda in mano la situazione, affidando i centri ex Anni Verdi direttamente alle Asl, almeno fino alla definitiva risoluzione di questa annosa questione». Enrico Luciani, consigliere di Sinistra e Libertà alla Regione Lazio. prende un precisa posizione sul caso Ri.Rei che investe anche il centro Boggi di Santa Severa. «Certo è un’amara consolazione riconoscere di aver avuto ragione quando ho presentato, insieme ad altri colleghi, l’emendamento all’assestamento di Bilancio che proponeva il ritorno alla gestione pubblica di quel servizio per 90 giorni, ma forse oggi, dopo questo ennesimo episodio di unilaterale decisione, sarà più evidente per tutti l’inaffidabilità del consorzio. Più in generale credo che il sistema di esternalizzazioni sia solo un danno per la sanità pubblica, sia in termini economici, che di soddisfazione dei bisogni dei cittadini. È solo il servizio sanitario pubblico, infatti, a poter garantire efficienza e strutture adeguate. Quello che spero quindi è che vi sia, tra il centrosinistra, un serio ripensamento del sistema di affidamento esterno di servizi così importanti. Quanto sta avvenendo per ex Anni Verdi infatti diventa emblematico per tutte quelle situazioni simili, in cui lo Stato ha abdicato al privato lo svolgimento di funzioni fondamentali per il cittadino, rinunciando a quel ruolo di garante per qualità e affidabilità che solo il pubblico può assicurare. Sono convinto quindi che bisogna rompere con l’affidamento all’esterno che si è dimostrato fallimentare, per tornare alla gestione interna dei servizi sanitari». «Intanto mi auguro – prosegue Luciani – che la Regione, che ha già convocato i sindacati per un confronto su quanto avvenuto sul caso Ri.Rei, provveda subito a ripristinare la situazione e a predisporre immediatamente una soluzione per i 193 dipendenti a rischio posto di lavoro». Molto diversa la posizione della Ri.Rei PD che chiede invece «di ripartire dal piano industriale per trovare una soluzione condivisa». «Auspichiamo che con la ripresa dei lavori del tavolo regionale sulla questione Ri.Rei., dopo la pausa estiva, si arrivi ad una soluzione definitiva per i centri e i lavoratori del Consorzio». «Si porti finalmente a conclusione il percorso iniziato nel settembre scorso con la delibera regionale 702, che aveva sancito come termine ultimo per la stabilizzazione dei centri di riabilitazione affidati al Consorzio il 31 dicembre 2008, data che è trascorsa senza giungere ad una soluzione. Successivamente l’accordo del 27 maggio aveva gettato le basi per un percorso che avrebbe portato all’accreditamento di Ri.Rei. entro il 30 giugno, sottolineando che entro quella data si sarebbe affrontata e risolta anche la problematica degli esuberi, mettendo mano alle piante organiche delle strutture. A tal fine il consorzio aveva, già dal 2006, presentato delle proposte di ampliamento dei servizi finalizzate alla piena occupazione». «Allo stato degli atti, mentre sono in corso le attività propedeutiche alla voltura degli accreditamenti, confermiamo quanto affermato nel piano industriale, che conteneva delle proposte per risistemare le piante organiche e scongiurare i licenziamenti. Le proposte non sono mai state esaminate dalla Regione e restano per il consorzio un punto da cui partire per trovare un accordo».

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