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«Solo illazioni su via Terme di Traiano»

Alessandro Maruccio difende la Face to Face definendo l’opera di demolizione e ricostruzione indipendente dalla delibera 28. L’assessore: «Strumentalizzazioni di natura politica. Ho votato il provvedimento in consiglio ritenendolo ‘‘a carattere generale’’, e quindi non in conflitto con il rapporto di parentela con i soci della srl. Inoltre si procede in base al Piano Casa». Gli ultimi dubbi riguardano il punto in cui l’atto fa riferimento a due zone specifiche

Alessandro Maruccio difende la Face to Face definendo l’opera di demolizione e ricostruzione indipendente dalla delibera 28. L’assessore: «Strumentalizzazioni di natura politica. Ho votato il provvedimento in consiglio ritenendolo ‘‘a carattere generale’’, e quindi non in conflitto con il rapporto di parentela con i soci della srl. Inoltre si procede in base al Piano Casa». Gli ultimi dubbi riguardano il punto in cui l’atto fa riferimento a due zone specifiche

CIVITAVECCHIA – Un provvedimento urbanistico di carattere generale, oppure a carattere particolare. Ruota intorno a questo enigma il senso della storia riguardante l’edificio di via Terme di Traiano, in zona Cappuccini, per il quale la Face to Face – legata ad alcuni familiari dell’avvocato Alessandro Maruccio, come confermato dallo stesso assessore in conferenza stampa – ha presentato il 5 gennaio scorso una dia per demolizione e ricostruzione. Una distinzione importante, dal momento in cui proprio il fatto che Maruccio, da consigliere comunale il 3 aprile 2009, abbia votato la delibera 28 che consente l’omogeneizzazione della fascia di rispetto della variante Aurelia, solleverebbe dubbi in merito alla legittimità dell’atto. «Nei miei confronti solo illazioni e offese strumentali – ha dichiarato l’esponente del Pdl, supportato dal capogruppo Dimitri Vitali e dal sindaco Moscherini – si tratta di una vicenda che mi vede indebitamente coinvolto, poiché ho votato una delibera di carattere generale e non particolare che coinvolge tutta la città». Infatti, proprio il Decreto legislativo 267 del 2000 al comma 2 dell’articolo 8 specifica che ‘‘l’obbligo di astensione per gli amministratori dal prendere parte alla discussione e alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale’’. Sta di fatto che il dubbio può nascere nel momento in cui la delibera 28 in qualche modo circoscrive l’applicabilità al perimetro del centro abitato ‘‘in tre zone rispettivamente localizzate in prossimità della via Terme di Traiano – località Casa Verde, a ridosso del piano di zona 3 – intersezione con via Venni e a ridosso della caserma Piave. Tale fascia di rispetto, su un lato del tracciato viario, presenta un’ampiezza molto maggiore dei 20 metri prescritti’’. «La Face to Face – ha proseguito comunque Maruccio – ha acquistato il terreno nel 2008 e rispetto alla delibera il permesso a costruire è stato chiesto sette mesi prima». In quanto ai lavori in corso, l’assessore ha specificato che l’omogeneizzazione non troverebbe alcuna applicabilità: «La palazzina è in costruzione con una dia conforme ai contenuti del Piano Casa – ha evidenziato Alessandro Maruccio – e non si avvale dei vantaggi che l’omogeneizzazione può dare. Tra l’altro – ha proseguito – la delibera deve passare al vaglio della Regione Lazio e attualmente non è in vigore. Inoltre si tratta di una delibera che non prevede aumento di cubatura». Sul Piano Casa ha affermato che consentirebbe solo demolizione e ricostruzione: «Questa vicenda nasce da un sopralluogo della Forestale – ha dichiarato – chi fa i lavori dovrebbe essere ringraziato perché sta togliendo parti di amianto e sta facendo una bonifica dell’area. Da questo qualcuno ha voluto fare illazioni di natura politica». A dire il vero il problema politico attorno alla delibera 28 è sorto in commissione Urbanistica il 19 dicembre 2009, quando fu approvata con solo due voti favorevoli (Moscherini e Sbrozzi), mentre il presidente Balloni, Fiorentini, Gatti e Perello si astennero. Rimarrebbero da chiarire ora le previsioni del Prg (Maruccio afferma che in ogni caso ci sarebbe stata comunque l’edificabilità dell’area) e se il Piano Casa avrebbe effettivamente trovato applicazione per quell’area senza l’approvazione della delibera 28 

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