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«Stupro, nessuno ha pensato alla ragazza»

Tarquinia. L’avvocato Piermaria Sciullo difensore della vittima sottolinea l’assenza delle istituzioni «Marilena vive ancora un forte disagio. Per lei nè un lavoro nè un’ occasione di reinserimento sociale»

Tarquinia. L’avvocato Piermaria Sciullo difensore della vittima sottolinea l’assenza delle istituzioni «Marilena vive ancora un forte disagio. Per lei nè un lavoro nè un’ occasione di reinserimento sociale»

TARQUINIA – «Nessuno ha pensato a Marilena». Questo l’amaro commento dell’avvocato Piermaria Sciullo all’indomani dell’udienza presso il tribunale per i minorenni di Roma, nell’ambito della quale il giudice De Biase ha accolto la ‘‘messa in prova’’ per gli otto giovani montaltesi accusati di stupro di gruppo nei confronti di una 15enne di Tarquinia. Gli otto ragazzi saranno cioè sottoposti ad un programma di reinserimento sociale che durerà 28 mesi e il cui eventuale esito positivo estinguerà di fatto il reato. «Quello che dispiace – spiega l’avvocato Sciullo in rappresentanza della vittima – è constatare la totale assenza di attenzione nei confronti della ragazza, della giovane Marilena che vive ancora una situazione di difficoltà, basti pensare che il giorno dell’udienza lei non ce l’ha fatta ad essere presente, non se l’è sentita. Nessuno si è fatto vivo. Nessuno ha pensato al reinserimento della ragazza che ad oggi vive un forte stato di disagio sociale. Nessuna solidarietà si è potuta registrare dalle istituzioni e dai personaggi che avevano annunciato disponibilità. Si mettono in piazza assistenti civici, ma nessuno ha pensato di venire a vedere di cosa hanno bisogno questa ragazza e la sua famiglia». Marilena, in effetti, a due anni e mezzo da quell’episodio consumatosi nella pineta di Montalto Marina, non ha ancora trovato pace. Assistenti sociali, psicologi, sociologi, volontari e altre figure di supporto sociale potrebbero essere, in questa delicata fase, un valido aiuto alla ragazza. Le parole dell’avvocato Sciullo – che peraltro ha difeso la ragazza a titolo gratuito insieme ad un gruppo nel quale figura anche l’onorevole Franco Cordiello, già componente della commissione giustizia al Senato, nonché componente del team dell’onorevole Alessandra Mussolini – suonano come un monito alle istituzioni: dal Comune di Montalto, con il sindaco Carai che dopo aver collezionato critiche a seguito della proposta di sostegno economico per le spese legali per gli 8 indagati non ha mai espresso parole di conforto e solidarietà per la ragazza; a quello di Tarquinia, con il sindaco Mazzola che nonostante avesse annunciato totale disponibilità alla famiglia, di fatto non ha mai proposto un sostegno di alcun tipo. «Nessuno ha per esempio proposto un lavoro a Marilena – spiega Sciullo – anche solo stagionale. E non tanto per garantire lei un sostegno economico, che pure è importante, quanto come occasione di reale reinserimento sociale che ad oggi non si è potuto verificare». La famiglia potrà avviare una causa civile per il risarcimento del danno, e l’augurio è che arrivino aiuti concreti, oltre al nuovo conto corrente annunciato dalla consigliera alle Pari opportunità della Provincia di Viterbo, Daniela Bizzarri. (Ale.Ro.)

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