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«Tarquinia non sarà un’altra Manduria»

Il sindaco Mauro Mazzola pronto alle barricate: «Se servirà agiremo anche al limite della legalità» Oggi pomeriggio assemblea pubblica per fare il punto della situazione e chiedere certezze, poi una folta delegazione si è recata al porto di Civitavecchia. Intanto indiscrezioni parlano di altri due siti ‘‘pronti’’ in caso di emergenza: si tratterebbe della struttura militare estiva di Sant’Agostino e della colonia del ministero di Grazia e Giustizia alle Saline

Il sindaco Mauro Mazzola pronto alle barricate: «Se servirà agiremo anche al limite della legalità» Oggi pomeriggio assemblea pubblica per fare il punto della situazione e chiedere certezze, poi una folta delegazione si è recata al porto di Civitavecchia. Intanto indiscrezioni parlano di altri due siti ‘‘pronti’’ in caso di emergenza: si tratterebbe della struttura militare estiva di Sant’Agostino e della colonia del ministero di Grazia e Giustizia alle Saline

TARQUINIA – Giornata interminabile per il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, iniziata di buon mattino per cercare di reperire notizie circa lo sbarco degli immigrati. Il primo cittadino oggi pomeriggio ha chiamato a raccolta la cittadinanza per fare il punto della situazione, vista anche l’assenza di informazioni ufficiali che continuano a preoccupare il territorio. L’appuntamento è stato per le 16,30 a piazza Matteotti, dove i tarquiniesi si sono recati a scaglioni. Il primo cittadino li ha attesi con la fascia tricolore, affiancato dal consigliere regionale Giuseppe Parroncini e dal presidente dell’Università Agraria, Alessandro Antonelli. L’incontro si è poi spostato presso la sala grande del palazzo comunale. Tarquinia con grido unanime chiede certezze. «Occorrono quelle informazioni che fino a oggi il Governo e la Regione Lazio non hanno mai dato – ha detto Mazzola nel corso dell’assemblea pubblica alla quale hanno preso parte centinaia di cittadini tarquiniesi – La città vuole chiarezza. – ha ribadito il primo cittadino – Sono giorni che si rincorrono le notizie senza che le autorità preposte forniscano informazioni. Il Governo di fronte a una crisi umanitaria annunciata si è fatto colpevolmente trovare impreparato e oggi non può scaricare il peso di questa responsabilità sui piccoli comuni. Piccoli comuni che come Tarquinia non hanno le infrastrutture adeguate per ospitare centinaia di immigrati». «Questo non vuol dire essere razzisti – ha voluto sottolineare Mazzola – ma significa essere realisti e capire che di fronte a tali problemi è necessaria la collaborazione di tutti». «L’amministrazione comunale – ha assicurato il sindaco – manterrà alta la guardia, continuando a garantire un presidio costante del territorio, ed è pronta a intraprendere azioni forti per far ascoltare la voce di un territorio da troppo tempo offeso. Siamo pronti ad agire anche al limite della legalità». Parole analoghe quelle del presidente dell’Agraria Alessandro Antonelli: «Ringrazio il sindaco Mazzola per il suo impegno e per il suo essere vigile. In nome dell’Università Agraria esprimo il più assoluto dissenso all’ipotesi della tendopoli e confermo l’impegno nel sostenere il Comune nella lotta a quello definisco un’imposizione calata dall’alto, senza l’indispensabile confronto con le realtà locali». Per il consigliere regionale Parroncini «è inammissibile rimanere in questo stato di confusione. Allo stato attuale non esiste nessun serio piano di accoglienza umanitaria e il Governo brancola nel buio. Esprimo quindi forte preoccupazione per quanto sta accadendo ed è fondamentale non ripetere il grave errore commesso realizzando la tendopoli di Manduria, in Puglia». Preoccupate le famiglie tarquiniesi che già di buon mattino oggi si sono recate dal sindaco per chiedere informazioni. «Mi hanno lasciato all’oscuro di tutto – ha detto Mazzola – non sapevo cosa rispondere alla gente». Il primo cittadino ha convocato stamattina la giunta e i capigruppo per informarli dell’emergenza. «Vogliamo sapere cosa succederà, perché abbiamo diritto a garantire la sicurezza del nostro territorio». L’assemblea si è sciolta intorno alle 18,30 e la delegazione da Tarquinia si è poi trasferita presso il porto di Civitavecchia dove nel frattempo sono iniziate le operazioni di sbarco degli immigrati: 680 destinati alla caserma De Carolis di Civitavecchia, sulla Braccianese Claudia, e gli altri trasferiti in pullman a Campobasso e Livorno. Nella città etrusca è ancora paura:continuano a diffondersi indiscrezioni sui possibili siti utilizzabili nella eventuale emergenza che potrebbe presentarsi nelle prossime ore, visto il continuo flusso di migranti che continuano a sbarcare a Lampedusa. Secondo alcune indiscrezioni, in caso di emergenza immediata verrebbero utilizzati i siti di Sant’Agostino, a ridosso della base Nato, dove è situata una struttura militare estiva e la colonia del ministero di Grazia e giustizia, situata alle Saline, capace di ospitare circa 150 persone. Il campo dell’ex aeroporto Amerigo Sostegni resterebbe invece una soluzione da attuare in un secondo momento in quanto richiede opere di recinzione e allestimento dei servizi.

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