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&laquo;Una strategia pericolosa che mina la democrazia&raquo; <br />

Marco Piendibene torna ad intervenire all’indomani del cambio di gestione di Rete Oro, puntando il dito contro il Sindaco

Marco Piendibene torna ad intervenire all’indomani del cambio di gestione di Rete Oro, puntando il dito contro il Sindaco

CIVITAVECCHIA – «Civitavecchia, come anticipato nella nostra conferenza stampa, ha perso un’altra voce libera da condizionamenti. Il progetto di conquista dei mezzi di informazione teorizzato da Moscherini ha acquisito un’altra tessera: Rete Oro, nella sua prima edizione dopo la separazione dalla Seapress, ha scelto di dare una sfilza di ordini di stampa di palazzo del Pincio». Questa la sintesi di una nota firmata da Marco Piendibene (Pd) che torna ad intervenire all’indomani della notizia della costituzione di un consorzio stabile di imprese pronto a sostenere la ricandidatura di Moscherini e ad influenzare gli organi di informazione. Per l’esponente del Pd il rischio è quello di tornare al Ventennio con una una sorta di rinascita del Ministero della Cultura Popolare. «Fu un ministero del Governo Italiano – scrive Piendibene – col compito di controllo e organizzazione della propaganda del fascismo. Il dicastero venne istituito dal regime fascista il 22 maggio 1937, ma in realtà tale organo politico era già operativo dal 1925, con l’istituzione di un primo “Ufficio Stampa”. Nel 1937 si ebbe l’ampliamento dei poteri con conseguente cambio di nome, fino a farlo diventare un vero e proprio ministero. Il MinCulPop aveva l’incarico di controllare ogni pubblicazione, sequestrando tutti quei documenti ritenuti pericolosi o contrari al regime e diffondendo i cosiddetti ordini di stampa (o veline) con i quali s’impartivano precise disposizioni circa il contenuto degli articoli, l’importanza dei titoli e la loro grandezza. Questo ufficio, si occupava della propaganda, non solo del controllo della stampa». Secondo Piendibene quindi c’era già e c’è tutt’ora un preciso ‘‘piano’’ del sindaco, ed il cambio di gestione di Rete Oro è soltanto il primo atto di una precisa e lungimirante strategia. «C’è bisogno di altre prove? – conclude – vogliamo subire passivamente questo progressivo imbavagliamento delle coscienze? Questo sta accadendo a Civitavecchia, nella città che si è dimostrata baluardo della democrazia anche in tempi molto bui. Quella imboccata da Moscherini è una china molto pericolosa per la democrazia e contribuisce, ulteriormente, ad esasperare un clima di scontro con chi rischia di non avere più strumenti democratici per esprimere il dissenso a una scellerata gestione della cosa pubblica (De Francesco docet)…».

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