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«Vinaccia tira fuori questioni inesistenti»

CIVITAVECCHIA – «Condivido con te l’esigenza di chiudere qui una querelle che probabilmente interessa pochi e sono sincera quando affermo che mi piacerebbe parlare di altro». Lo dichiara Marietta Tidei replicando a Giono Vinaccia: «Nel mio piccolo in questi tre anni di opposizione ho sempre cercato di porre questioni politiche e amministrative dal verde alle opere pubbliche, allo sviluppo, ai problemi dei servizi pubblici locali nella speranza che il Sindaco, qualche assessore o qualche esponente della maggioranza rispondessero puntualmente alle questioni poste. Ho sempre purtroppo invece ricevuto da Moscherini e dalla sua schiera di servitori attacchi di natura assolutamente personale – prosegue – per nulla pertinenti con le questioni poste. Sto ancora aspettando che qualcuno mi risponda su Etruria, sulle anomalie delle gare per le opere pubbliche, sui mancati finanziamenti e su molti altri quesiti avanzati in questi anni». Nella sua nota di risposta a Vinaccia, Marietta Tidei fa notare che l’assessore non si sarebbe certo sottratto al metodo dell’insulto: «Anche questa volta ti sei comportato come una pettegola – spiega – tirando fuori questioni assolutamente inesistenti, abbassandoti a raccogliere come una cloaca il chiacchiericcio più infamante. Non capisco infatti di quali aziende sanitarie parli o quali sarebbero questi terreni acquistati dall’Enel. Ti invito ad essere più chiaro anche pubblicamente tirando fuori nomi, date e fatti concreti senza nasconderti dietro un “Io non ho fatto”, solo per evitare una querela, seguito da una montagna di infamie». «Proprio perché hai 25 anni di politica sulle spalle, e, dici tu, un curriculum di tutto rispetto – dichiara la Tidei – mi sarei aspettata più coraggio. Sappi che per quanto mi riguarda non mi vergogno di nulla e che continuerò a dire la mia su un modo di amministrare che ritengo vergognoso, su una squadra di assessori e di manager pubblici che ritengo ignoranti, incompetenti, pigri e privi di qualsiasi senso delle istituzioni, cercando però, anche dall’opposizione, di proporre soluzioni alternative».

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