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“Ecco la verità sui “misteri” che vede solo chi è in malafede”

CIVITAVECCHIA – Una lunga nota nella quale il sindaco Moscherini fornisce la propria versione sul documento relativo al “megaprogetto” urbanistico di cui si parla in questi giorni “per agevolare anche – ha spiegato – un tardivo ma sempre auspicabile ricredimento in Di Gennaro. Così gli spiego in poche parole a quale incredibile opera di mistificazione sta prestando, voglio sperare non consapevolmente, il fianco. Il Programma Innovativo in Ambito Urbano (Piau) di cui vari settori del Partito del No hanno scoperto l’esistenza, affonda le sue radici in un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2001, dicasi duemilauno. E’ finalizzato al finanziamento di programmi di riqualificazione urbana nelle zone adiacenti alle stazioni e alle aree portuali. Civitavecchia vi partecipa dal 2004, con un protocollo d’intesa firmato da Comune, Autorità Portuale, Regione Lazio e Fs, ma per vari motivi fino da allora nulla più si muove. Come avvenuto per troppi altri progetti, quelli sì rimasti chiusi nei cassetti, la nostra Amministrazione riattiva l’iter nel 2008, affida con bando di gara la redazione di uno studio di fattibilità al quale gli assegnatari cominciano a lavorare. Nel frattempo lo scorso novembre, il Piau di Civitavecchia è oggetto di una mia relazione all’UrbanPromo di Venezia, come riportato non solo dalla stampa locale, ma anche da quella nazionale: strano destino per un “megaprogetto chiuso nelle segrete stanze”, quello di finire agli onori delle cronache de Il Sole 24 Ore…Si arriva poi ai giorni nostri, quando una copia dello studio di fattibilità a me destinata sparisce, e contestualmente compare sulla stampa l’antologia di fesserie alla quale qualcuno ha abboccato. Beninteso, il foglietto che si è dato da fotografare è solo un allegato dello studio di fattibilità, di centinaia di pagine, che disegna la riqualificazione della città: ma su quello c’era poco da rimestare. Meglio allora sventolare quanto è arcinoto, e cioè non tanto la volontà ma la necessità, per un buon amministratore che voglia risollevare le sorti di questa città, di realizzare un distripark, una piastra logistica, una vera zona industriale con insediamenti produttivi e tutto quanto può fare sviluppo e lavoro. Non mi sembra che qualcuno abbia scoperto qualcosa di nuovo, perché personalmente ne parlo da anni e perché è stampato sul programma elettorale. Non so se poi qualcuno voglia individuare il retroporto, laddove devono essere realizzate queste opere, nei terreni su cui insistono le villette di San Gordiano o, magari piacerà di più, in cima a qualche cucuzzolo di argentee collinette civitavecchiesi: io l’ho fatto mettere dove mi hanno insegnato che si mettono i retroporti, cioè alle spalle del porto. Gioverà forse ripetere ai più duri di comprendonio, ma non a chi è in conclamata malafede, che il Piano Innovativo in Ambito Urbano non riguarda comunque opere di sviluppo, ma di riqualificazione urbana. Ai duri di comprendonio consiglio di impegnarsi e studiare; per chi è in malafede, invece, la strada è già tracciata e non sarò certamente io a sbarrargliela, ovunque vogliano essi andare”.

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