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“Predatori del mare” sorpresi a pescare ricci

Altra brillante operazione a tutela delle risorse biologiche e dell’ecosistema marino da parte del Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Civitavecchia Due subacquei esercitavano la pesca di echinodermi con attrezzature per immersione vietate ed in quantità superiore al consentito

Altra brillante operazione a tutela delle risorse biologiche e dell’ecosistema marino da parte del Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Civitavecchia Due subacquei esercitavano la pesca di echinodermi con attrezzature per immersione vietate ed in quantità superiore al consentito

SANTA MARINELLA – Nel quadro di operazioni di tutela del patrimonio ittico ed ambientale condotte dal Reparto operativo aeronavale della guardia di Finanza di Civitavecchia nelle acque laziali, i finanzieri diretti dal capitano Alberto Lippolis e coordinati dal capitano Attilio Spampinato, hanno individuato due subacquei in immersione nelle acque di Santa Marinella, sorpresi mentre erano intenti ad esercitare l’attività di pesca dei ricci di mare, con l’ausilio di autorespiratori, apparati vietati per svolgere la cattura di echinodermi, ed in quantità notevolmente superiore al massimo consentito e senza alcuna autorizzazione. La quantità effettivamente pescata dai due individui sino al momento dell’intervento dei militari era già superiore ai 5000 (cinquemila) esemplari, quantità di gran lunga eccedente i cinquanta previsti per ciascun pescatore dalla vigente normativa. Ai due subacquei, di origine pugliese, sono state sequestrate le attrezzature subacquee utilizzate per l’immersione, unitamente al notevole quantitativo di ricci pescati che, ancora vivi, sono stati successivamente liberati in mare da una dipendente unità navale. L’attività di prevenzione posta in essere ha inferto un duro colpo alla raccolta illegale e al commercio illecito degli echinodermi, prelibatezze gastronomiche molto ricercate, soprattutto nell’area pugliese dove gli animali catturati vengono trasportati in spregio a tutte le normative sanitarie. Nei confronti dei due responsabili sono state contestate le violazioni di legge alla disciplina della pesca marittima che delinea i limiti della raccolta degli echinodermi in questione che prevede il sequestro amministrativo degli attrezzi utilizzati e la sanzione pecuniaria fino a 6mila euro, nonché la sospensione della licenza per i ristoranti che somministrano tali prodotti. La guardia di finanza rammenta ancora come la normativa vigente vieta la raccolta di echinodermi, mediante l’utilizzo di qualsiasi respiratore artificiale, il cui quantitativo non deve comunque mai superare i 50 esemplari giornalieri per pescatore.

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