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Lettera al Prefetto per denunciare il problema dell'alta velocità delle moto sulla S. P. B. Claudia

“Come ogni anno, ormai da molti a questa parte, con l’arrivo della primavera e con l’inizio della stagione dei motori (formula 1, motomondiale, super bike, ecc.) ricomincia anche il Gran Premio dei Monti della Tolfa, categoria “open” aperto a qualsiasi mezzo motorizzato a due ruote, dai “cinquantini” super elaborati alle super moto da strada, passando per le moto da cross, enduro e trial. Che di un vero Gran Premio si tratti non vi è dubbio, viste le velocità di transito che uno come me, che ha la sfortuna di abitare lungo la S.P. Braccianese Claudia, può facilmente constatare ad ogni fine settimana e festivi in genere, pur non essendo dotato di Autovelox. La fine settimana ultima scorsa, ho potuto contare almeno 350 passaggi, in entrambe le direzioni, tra le ore 10 e le ore 16, che fanno una media di circa 1 passaggio al minuto. Tale numero è facilmente verificabile facendo una capatina nella piazza di Tolfa, dove per poter camminare, occorre essere un bravo slalomista per passare tra le centinaia di moto parcheggiate dovunque, soprattutto per chi, come il sottoscritto, ha la necessità di dover spingere un passeggino con bimbi a bordo. Come ogni Gran Premio che si rispetti, bisogna cercare di fare i tempi più bassi, infatti, se uno allunga l’orecchio, si può facilmente carpire dai discorsi dei centauri quanto impieghino per fare la tratta Tolfa-Manziana o Tolfa-Civitavecchia o Tolfa-S. Severa; oppure discorsi del tipo “sono arrivato alla staccata del fontaniletto a 230 km/h; ho preso la curva dello steccato a 130 km/h; ho fatto la esse di Stigliano a 2 centimetri dall’erba; ecc.”; terminologia decisamente da gare su circuito. Io personalmente ho assistito a motociclisti che, via telefonino in una piazzola di sosta poco distante dalla mia abitazione, davano il via ad altri piloti pronti sulla linea di partenza, probabilmente a Manziana, facendo scattare il cronometro. Sul sito di YouTube c’è un video registrato da un motociclista con la telecamera sul cupolino della sua moto, che percorre il tratto Civitavecchia-Tolfa, se non ricordo male, in circa 7 minuti; ora se si fanno due semplici calcoli, considerando la distanza di circa 17-18 chilometri e il tempo impiegato, viene fuori una media di circa 150 km/h. Giova ricordare che gran parte dei tratti di strada interessati hanno un limite di velocità di 50 km/h, mentre altri i classici 90 km/h della viabilità extraurbana. L’estate scorsa, essendomi recato per qualche giorno a casa di mia madre in Abruzzo, ho avuto modo di fare conoscenza con un ragazzo di Pescara, il quale quando ha saputo che risiedevo a Tolfa, mi ha detto tutto entusiasta “conosco molto bene Tolfa, ci vengo a correre con la moto”; sì, proprio così, ha usato proprio questi termini: ci vengo a correre con la moto! Le maestre di Tolfa che lavorano presso le scuole di Santa Marinella e Ladispoli, il sabato hanno il terrore di dover percorrere in macchina la Tolfa-Santa Severa; terrore giustificato visto che non più di un anno e mezzo fa, alcune di loro sono state coinvolte in un incidente con una moto e hanno riportato danni serissimi. Come ogni Gran Premio che si rispetti, non è importante il rispetto del codice della strada né per quanto riguarda le velocità, come appena scritto, né per quanto riguarda le emissioni sonore; il fine ultimo è quello di guadagnare cavalli utilizzando marmitte certamente non a norma. A tal proposito le dico che le fine settimana mi tocca disinserire l’allarme della mia auto, parcheggiata all’interno del mio giardino, perché frequentemente, al passaggio delle moto scatta la suoneria per le forti vibrazioni e il rumore assordante. Un paio di domeniche fa, mentre piantavamo le fragole nell’orticello di casa cercando di urlare per sovrastare con le nostre voci il rombo dei motori (impresa molto ardua!), le mie bambine mi hanno detto: “babbo, torniamo in casa che abbiamo paura?”. E purtroppo, come ogni Gran Premio che si rispetti, non mancano gli incidenti più o meno gravi, con una lunga fila di decessi, ultimi dei quali proprio domenica 5 aprile, con l’assurda e prematura morte di due ragazzi di Santa Marinella di 25 e 28 anni. Penso di poter affermare, senza timore di smentite che, mettendo in relazione l’intensità del traffico e gli incidenti, le strade dei Monti della Tolfa possono contendere tranquillamente il triste primato di strade più pericolose a vie quali la Pontina o la superstrada Sora-Avezzano. Certo, c’è anche una percentuale, purtroppo molto esigua, di motociclisti che transitano con andatura da turismo e con emissioni sonore nella norma, ma le assicuro egr. sig. Prefetto che, al di là della forma un po’ romanzata, non c’è alcunché di esagerato in questa mia lettera; io non so cosa Lei possa fare né eventualmente come, posso dirle cosa mi piacerebbe avvenisse e penso di poterlo dire a nome della stragrande maggioranza dei cittadini tolfetani senza peccare di presunzione. Mi piacerebbe che sui Monti della Tolfa arrivasse il doppio dei motociclisti che arrivano ora, ma che venissero per godere delle bellezze che questo territorio offre, nel rispetto del codice della strada e nel rispetto di chi in questa cittadina abita, mi piacerebbe che transitassero con l’occhio rivolto oltre che verso il contachilometri e il contagiri, anche verso un biancone o un nibbio reale che volteggia nel cielo, verso una mandria di vacche al pascolo brado o verso un cavallo tolfetano che galoppa nei nostri bellissimi pascoli. Mi piacerebbe che, chi come me ha la fortuna di avere un pezzo di giardino o un terrazzo, possa godere durante i sabati e le domeniche di stare all’aria aperta, magari sorseggiando una birra o una limonata, senza dover urlare per fare conversazione e senza sobbalzare ad ogni passaggio di moto. Mi piacerebbe che le maestre che si recano al lavoro il sabato e tutti coloro che prendono l’auto nelle fine settimane, non debbano farlo con il timore di essere travolti da qualche centauro sconsiderato. Mi piacerebbe poter passeggiare per la piazza principale del paese senza dover fare lo slalom tra le centinaia di moto parcheggiate in maniera selvaggia. Mi piacerebbe poter fare una camminata sul ciglio stradale, magari anche con le mie figlie, senza rischiare di essere travolto da qualcuno che non ha fatto bene i conti dei centimetri che lo separano dall’erba. Mi piacerebbe poter fare una passeggiata a cavallo senza la paura che, in quei brevi tratti in cui sono costretto a transitare sulle strade provinciali, l’animale s’imbizzarisca al passaggio di qualche moto particolarmente rumorosa. Mi piacerebbe che non aumentassero le lapidi sul ciglio delle strade a memoria di giovani vite prematuramente e assurdamente scomparse per il brivido della velocità (ce ne sono già troppe). Mi piacerebbe vivere nel rispetto della libertà altrui e dell’ambiente, così come vorrei venisse fatto da altri nei miei confronti. Mi piacerebbe non dover sperare che piova nelle fine settimane e nei festivi così da poter godere di un po’ di pace anche se bagnata. Non so se le mie siano pretese assurde, ma qualora lo fossero vorrei almeno che, come si fa nei cinema che proiettano pellicole a luci rosse, venisse apposto un bel cartello sulle nostre strade con su scritto “SU QUESTO TRATTO DI STRADA DAL PRIMO MARZO AL 30 OTTOBRE, TUTTI I SABATI, LE DOMENICHE E FESTIVI SI CORRE IL GRAN PREMIO MOTOCICLISTICO MONTI DELLA TOLFA – SE SEI CONTRO NON ENTRARE”. Ma soprattutto voglio che da domani nessuno, sia esso istituzione, amministrazione o semplice cittadino, possa dire “io non sapevo”.
Marco Santurbano

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