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L'ira di Moscherini sulla Guardia di Finanza

Il Sindaco non ha gradito il sequestro delle attrezzature del Pirgo e ha perso la testa Dopo aver convocato al Comune un ufficiale delle fiamme gialle è arrivato al limite dell’oltraggio contestando l’operato dei militari. Al Pincio in molti hanno udito le urla provenienti dalla stanza del primo cittadino

Il Sindaco non ha gradito il sequestro delle attrezzature del Pirgo e ha perso la testa Dopo aver convocato al Comune un ufficiale delle fiamme gialle è arrivato al limite dell’oltraggio contestando l’operato dei militari. Al Pincio in molti hanno udito le urla provenienti dalla stanza del primo cittadino

CIVITAVECCHIA – Qualcuno lo definirebbe il nuovo clan del ‘‘lei non sa chi sono io’’, altri semplicemente lo chiamerebbero ‘‘il regno dell’arroganza’’. Noi ci limitiamo a raccontare l’accaduto, lasciando ai lettori ogni considerazione. I fatti innanzitutto, avvenuti martedì mattina, subito dopo il sequestro delle attrezzature dello stabilimento del Pirgo ad opera della Guardia di finanza, che ha anche denunciato il gestore. L’assessore Pierfederici, intervenuto in difesa del responsabile dell’attività, ha tentato di mediare in nome del ‘‘diritto al lavoro’’, passando la palla al sindaco Moscherini quando ha capito di trovarsi di fronte a dei militari intransigenti. Così il boss dell’amministrazione comunale ha fatto sentire la sua voce, deciso a difendere fino all’ultimo una scelta, ritenuta giusta, ossia quella di rilasciare le concessioni all’attuale gestore – ovviamente dopo l’espletamento della gara – nonostante i precedenti interventi delle forze dell’ordine sulla struttura e un esposto presentato mesi fa alla Procura della Repubblica. Non c’è alcun dubbio, ‘‘i giovani imprenditori che investono per la città’’ vanno difesi dalle grinfie dei finanzieri e per farlo la voce del Sindaco non può rimanere inascoltata. Tanto che in men che non si dica il primo cittadino ha ‘‘convocato’’ un ufficiale delle fiamme gialle che, in nome dei buoni rapporti tra le istituzioni e per quieto vivere ha accettato quello che sapeva benissimo essere poco meno di un semplice invito. E si è presentato al Pincio per ascoltare le ragioni di Moscherini. Che tuttavia hanno udito anche gli impiegati e il pubblico presente al Comune per svariate ragioni, dal momento in cui il primo cittadino ha preso di mira l’ufficiale in divisa, urlando a squarciagola e arrivando in sostanza a giustificare la stessa illegittimità perseguita poche ore prima dalle fiamme gialle. Un episodio deplorevole, che ha indotto il finanziere, spiazzato dal comportamento di Moscherini, a difendersi alzando a sua volta la voce oltre misura per ristabilire se non altro la parità dei ruoli e… dei decibel, prima di allontanarsi con un laconico «ho fatto solo il mio dovere». Non è da escludere che l’accaduto possa avere degli strascichi giudiziari, visto che tra i poteri conferiti al Sindaco non risulta la facoltà di sindacare sul lavoro delle forze di polizia fino al limite dell’oltraggio e considerato che un ‘‘perdono’’ in questo caso rischierebbe di essere frainteso creando un precedente gravissimo e pericoloso. Così anche la Guardia di finanza, un tempo osannata da Moscherini (protocolli sulla legalità, sinergia nei controlli sulle case popolari ecc.) finisce nel suo libro nero. Quello che in copertina riporta una regola chiara, ineludibile e che vale per tutti: io so’ io, e voi …

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