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Liste per l’Agraria: raffica di interrogatori

TARQUINIA. Daniele Generali ha cambiato più volte la propria versione, dopo aver dichiarato ai carabinieri di non aver mai firmato l’ok per la candidatura Intanto la commissione elettorale dell’ente di via Garibaldi conferma l’esclusione, ma la lista civica per ‘‘Anna Rita de Alessandris presidente’’ resta valida con 14 candidati. Il Pd tenta di smorzare i toni ma poi attacca: «Un fatto grave. Evidente la difficoltà organizzativa del centrodestra»

TARQUINIA. Daniele Generali ha cambiato più volte la propria versione, dopo aver dichiarato ai carabinieri di non aver mai firmato l’ok per la candidatura Intanto la commissione elettorale dell’ente di via Garibaldi conferma l’esclusione, ma la lista civica per ‘‘Anna Rita de Alessandris presidente’’ resta valida con 14 candidati. Il Pd tenta di smorzare i toni ma poi attacca: «Un fatto grave. Evidente la difficoltà organizzativa del centrodestra»

TARQUINIA – Interrogatori a raffica presso la stazione dei carabinieri di Tarquinia per fare chiarezza sulla vicenda relativa all’esclusione di Daniele Generali dalla lista civica ‘‘Per Anna Rita De Alessandris presidente’’, dopo che il diretto interessato ha dichiarato di non aver mai firmato per la presentazione della propria candidatura. Secondo quanto si è potuto apprendere, Generali avrebbe però cambiato la propria versione per tre volte, parlando in taluni casi anche di pressioni giunte dallo schieramento di centrosinistra. La vicenda resta dunque tutta da chiarire. Intanto ieri con un comunicato ufficiale la commissione elettorale dell’Agraria ha confermato di aver deliberato l’esclusione di Generali. La lista civica risulta costituita da 14 candidati, numero sufficiente per l’ammissione della lista. «In merito alla autenticità o meno della sottoscrizione della dichiarazione di accettazione della candidatura da parte di Generali – dichiarano dall’Agraria – stanno indagando le competenti autorità, cui è stata trasmessa l’intera documentazione». Il Pd dal canto suo bolla la vicenda come «un fatto grave». «Da parte del Pd nessuna strumentalizzazione – si legge nella nota ufficiale del partito – non intendiamo basare la nostra campagna elettorale su questo spiacevole episodio, saranno gli elettori a valutare, le liste, i candidati e le proposte politiche. Ciò che ci sorprende è che a rispondere sulla vicenda non sia la lista civica interessata, ma il Pdl, che al contrario dovrebbe essere estraneo ai fatti, se si trattasse di una vera lista civica». «La verità è che siamo davanti a liste incomplete – attacca il Pd – realizzate in fretta, riempite con chiunque, prive di un vero progetto politico. Triste che il centrodestra sia ridotto così, evidente la loro difficoltà organizzativa che li ha già resi protagonisti in precedenti campagne elettorali. Quanto asserito è confermato dal loro programma elettorale, stringato e vuoto, due paginette scritte larghe in cui richiamano per lo più cose già fatte, elaborato palesemente di facciata, per loro il programma è un’appendice da consegnare con le liste. Esprimiamo disappunto per i toni che taluni candidati di centrodestra stanno utilizzando, falsità e menzogne non possono sostituire il vuoto della loro proposta politica».

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