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L’Udc bacchetta Mecozzi sui rincari della mensa

Il presidente del coordinamento regionale Michele Pagano dalla parte di Vinaccia: chi ha più difficoltà è giusto che paghi meno. La polemica non si spegne: sindacati e politici criticano la manovra dell’assessore alla Scuola

Il presidente del coordinamento regionale Michele Pagano dalla parte di Vinaccia: chi ha più difficoltà è giusto che paghi meno. La polemica non si spegne: sindacati e politici criticano la manovra dell’assessore alla Scuola

CIVITAVECCHIA – È polemica interna all’Udc sulla questione dell’aumento della mensa scolastica. A bacchettare il consigliere comunale Mirko Mecozzi, tutelando così la scelta dell’assessore alla Pubblica istruzione Gino Vinaccia, è il presidente del coordinamento Udc della Provincia di Roma, Michele Pagano. «È giusto che, soprattutto in una congiuntura economica difficile – ha spiegato – chi ha più difficoltà paghi meno degli altri. Sull’aspetto politico, che offre innegabilmente spunti curiosi, penso che tutto sia abbastanza comprensibile ma non accettabile. L’Udc è un partito serio, con delle regole chiare. La verità è che si vorrebbero far prevalere, strumentalmente, le suggestioni di certa opposizione, che mi auguro, per il bene di Civitavecchia, non torni più a governare». E sebbene il presidente Pagano inviti a non strumentalizzare il mondo della scuola, le critiche alla decisione della Giunta non si arrestano. In prima fila, per difendere il diritto delle famiglie che hanno visto triplicarsi la spesa per la mensa scolastica, ci sono le organizzazioni sindacali che hanno annunciato di voler scrivere immediatamente al Prefetto di Roma «in ragione – hanno spiegato – di un atto enorme che rischia di avere un impatto sociale devastante, ledendo diritti fondamentali» e invitano la Giunta «a cambiare radicalmente rotta, aprendo con le parti sociali un confronto sulla possibilità di realizzare un Protocollo con l’Agenzia delle Entrate per il recupero dell’evasione fiscale». Sulla questione interviene anche il segretario del partito democratico Patrizio De Felici. «La delibera del Comune è evidentemente frutto di due problemi – ha chiarito – quello di un’Amministrazione che sta raschiando il fondo del barile per fare cassa e che, come è tipico della destra, va a mettere le mani nelle tasche dei più deboli, e quello di una delibera evidentemente approssimativa: pensare che chi dichiara 10mila euro l’anno abbia la stessa capacità di spesa di che ne dichiara 30mila è un palese errore. Davanti a quest’ennesimo attacco ai diritti molti cittadini si sono rivolti al Pd. Chiediamo quindi un incontro urgente con l’assessore Vinaccia per affrontare e risolvere il problema».

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