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Luci e ombre per uscire dalla crisi <br />

Gli indicatori del settore continuano ad essere negativi, ma da marzo Civitavecchia dà segnali di ripresa. Inversione di tendenza per i container: nuovi feeder per la Turchia e per Taranto. Recuperano anche auto, carbone e clinker. Resta negativo il dato dei prodotti ferrosi 

Gli indicatori del settore continuano ad essere negativi, ma da marzo Civitavecchia dà segnali di ripresa. Inversione di tendenza per i container: nuovi feeder per la Turchia e per Taranto. Recuperano anche auto, carbone e clinker. Resta negativo il dato dei prodotti ferrosi 

 di LELIO MATTEUZZI

CIVITAVECCHIA -Gli indicatori del settore marittimo continuano ad essere negativi. E’ il caso del Baltic Dry Index, l’indice dei noli marittimi, il più importante in assoluto perché l’unico in grado di analizzare il movimento delle merci e delle materie prime. Ebbene, negli ultimi 30 giorni, il Baltic ha perso il 36%, significa che i coefficienti di riempimento delle navi continueranno ad essere molto bassi anche nel prossimo futuro. Navi vuote significa poca domanda di materie prime, ovvero, scarsa produzione.
Tuttavia, nel mese di marzo e nel mese di aprile, appaiono segnali confortanti soprattutto per il porto di Civitavecchia: la giornata del 15 aprile ha visto lavorare le banchine a pieno regime.
Due navi di carbone, una presso il molo carbonifero, sbarcata dalla Minosse, una presso la banchina n° 23 sbarcata dalla CPR, due navi di clinker (cemento) una sbarcata dalla Traiana ed una dalla Spedimar che, in questa occasione, ha sperimentato con successo la nuova tramoggia depolverante elettronica per l’abbattimento delle polveri. E poi navi da crociera, navi ro/ro con tradizionali servizi di linea nel mediterraneo, una nave di banane presso il terminale refeer del CFFT e navi cariche di auto. Proprio queste ultime, nel mese di marzo, hanno fatto registrare una inversione di tendenza rispetto ai dati drammatici degli ultimi sei mesi, con aziende come la CILP, impegnata nei navettamenti, che hanno affrontato periodi durissimi sul fronte salariale e che sembrano poter guardare al futuro con maggiore ottimismo.
Rimane negativo il dato sul fronte dei prodotti ferrosi. Il porto di Civitavecchia, con Traiana, importa il ferrocromo, la terra ferrosa, il silico manganese, quali materiali primari destinati agli stabilimenti di Terni. La Traiana è impegnata anche nell’export di coils in tutto il mondo: USA, Messico, Cina ecc, un semilavorato, sempre proveniente dalle acciaierie, che viene in parte containerizzato ed in parte direttamente imbarcato. La flessione è il maggiore indicatore della scarsa attività produttiva degli stabilimenti manifatturieri. Le previsioni di arrivo sono sporadiche e le quantità imbarcate e sbarcate sono minori rispetto alle grandi navi porta rinfuse noleggiate. Un esempio di un altro problema affrontato dal mondo dello shipping, ovvero che la quantità di navi è sovradimensionata rispetto alle dimensioni attuali del mercato.
Anche il gigantismo navale, un must degli ultimi anni per la ricerca di economie di scala nel trasporto da una parte all’altra del mondo con le grandi navi post – panamax (archetipo che sta a significare che il canale di panama è troppo stretto per il loro passaggio) è in forte declino.
Gli armatori non possono far altro che aspettare, vista anche la stretta creditizia delle grandi banche di affari con probabili ripercussioni negative anche sul fronte della cantieristica navale che sopravvive, oggi, grazie alle navi da crociera prenotate prima della crisi.
Un ulteriore segnale positivo per Civitavecchia è l’inversione del mercato contenitori: innanzitutto l’ingresso di un nuovo servizio feeder fino alla Turchia con una nave di dimensioni maggiori rispetto alle tradizionali portacontainer che scalavano il porto ma, soprattutto, è di straordinaria importanza per il terminal container la soppressione del treno tra l’interporto di Santa Palomba e Taranto che verrà sostituito da un servizio feeder tra il Civitavecchia ed il porto pugliese.
Altra novità da accogliere con entusiasmo è la recente acquisizione di un nuovo traffico di cemento in export da parte della Bellettieri con navi auto caricanti per circa 80.000 tons all’anno.
Insomma, luci ed ombre in questo scorcio di primavera per il porto di Civitavecchia, con la parola d’ordine basata sul resistere e consolidare posizioni conquistate con fatica e rigore.
Ciò che appare ormai affermato e riconosciuto a livello internazionale è l’elevata maturità raggiunta dalle imprese che operano nello scalo, abituate, ormai, ad affrontare il mercato con lucidità e flessibilità senza paventare scenari apocalittici, bensì, propense all’umiltà ed allo spirito di servizio per il porto ed i lavoratori.

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