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Manufatti abusivi: maxicartella Ici per l’Agraria

Numerosi i soci che negli anni hanno realizzato e condonato stalle e baracche in muratura sui terreni dell’ente.  Al presidente Franco Barlafante è arrivato il conto: oltre 130mila euro da pagare. L’associazione sta valutando se optare per la demolizione o sanare le varie posizioni irregolari

Numerosi i soci che negli anni hanno realizzato e condonato stalle e baracche in muratura sui terreni dell’ente.  Al presidente Franco Barlafante è arrivato il conto: oltre 130mila euro da pagare. L’associazione sta valutando se optare per la demolizione o sanare le varie posizioni irregolari

CIVITAVECCHIA – L’Agraria di Civitavecchia nella bufera, a causa delle iniziative non concordate prese negli anni scorsi, che rischiano ora di ripercuotersi in maniera deleteria sulle casse dell’ente. Quando il neopresidente Franco Barlafante (nella foto in basso) si è insediato, già sapeva che avrebbe dovuto mettere le mani su numerose questioni irrisolte che si trascinavano da anni, dovendo assumere in alcuni casi decisioni impopolari ma necessarie per garantire la salute dell’associazione. Quello che di sicuro non immaginava è che il Pincio avrebbe trasmesso all’Agraria una serie di cartelle Ici da pagare, relative alla realizzazione di alcuni manufatti abusivi realizzati dai soci sui terreni all’insaputa dell’ente e condonati successivamente. Baracche in muratura, fabbricati adibiti a stalle e in alcuni casi delle vere e proprie abitazioni. È questo il motivo che ha indotto il Comune a presentare il conto: oltre 130mila euro da versare per sanare le situazioni debitorie. Una vera e propria tegola sulla testa dell’Associazione Agraria, con il presidente Barlafante che si è subito attivato per cercare di venire a capo della spinosa questione. Proprio la richiesta di pagamento Ici ha indotto l’ente a promuovere (l’intenzione era quella di farlo in un secondo momento, ndr) una ricognizione completa sui manufatti esistenti sui terreni dell’agraria, affidando la pratica agli avvocati e ai tecnici nominati appositamente, con ulteriore esborso di denaro. Omesso controllo o accondiscendenza? Non è dato sapere ciò che negli anni scorsi abbia determinato una situazione di questo tipo, come non è ancora chiaro cosa vorrà fare l’Associazione Agraria alla luce dei recenti fatti. Se optare per una nuova scelta impopolare, spingendo per la demolizione degli immobili, oppure ignorare il problema cercando insieme al Pincio una soluzione bonaria che renderebbe l’attuale amministrazione dell’ente complice di un sistema viziato che a quanto pare avrebbe prodotto danni e lacune.

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