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Mare, revocato il divieto di balneazione

Tarquinia. Il provvedimento temporaneo emesso dal sindaco riguardava l’area antistante il centro polifunzionale ex Cale Le analisi dell’Arpa Lazio sui campioni prelevati l’11 e il 25 agosto hanno confermato la buona qualità delle acque Mauro Mazzola: «I numerosi bagnanti che affollano le Saline possono stare tranquilli e tornare a fare il bagno»

Tarquinia. Il provvedimento temporaneo emesso dal sindaco riguardava l’area antistante il centro polifunzionale ex Cale Le analisi dell’Arpa Lazio sui campioni prelevati l’11 e il 25 agosto hanno confermato la buona qualità delle acque Mauro Mazzola: «I numerosi bagnanti che affollano le Saline possono stare tranquilli e tornare a fare il bagno»

TARQUINIA – Il caso delle acque inquinate sembra essere definitivamente chiuso. È stato infatti revocato il divieto temporaneo di balneazione emesso nelle scorse settimane dal sindaco Mauro Mazzola in riferimento al tratto di mare antistante il centro polifunzionale ex Cale. I risultati dei prelievi svolti dall’Arpa Lazio, all’indomani delle numerose segnalazioni di macchie schiumose galleggianti nel tratto di costa perlatro da sempre considerato tra i più limpidi del litorale, hanno confermato la «buona qualità delle acque in quel punto». «Smentite dunque – commenta soddisfatto il primo cittadino – le molte falsità dette nell’ultimo periodo». I dati dei campionamenti svolti dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, non lascerebbo infatti più alcuna ombra di dubbio. «Questa mattina – ha spiegato Mazzola – ci è stato comunicato che le analisi microbiologiche e chimiche effettuate sui campioni d’acqua marina prelevati l’11 e il 25 agosto, nei pressi del centro polifunzionale ex Cale, sono al di sotto dei limiti previsti dalla legge. I tanti bagnanti, che affollano in queste settimane la spiaggia delle Saline, possono dunque tranquillamente tornare a fare il bagno, in quanto la qualità delle acque è ottima e quel tratto di litorale costituisce una delle eccellenze della costa tarquiniese». «Purtroppo – incalza amareggiato il primo cittadino – anche in questa occasione, accanto ai necessari controlli, ai doverosi provvedimenti di prevenzione e contrasto dei casi di inquinamento del mare, alle inevitabili preoccupazioni per gli effetti sull’ecosistema marino e per la salute pubblica, si è ingenerata e propagata velocemente una reazione a catena di inutili allarmismi sullo stato di salute delle acque nella zona. Occorre perciò fare meno chiacchiere al vento e realizzare fatti concreti». Nella foga polemica, il sindaco Mazzola non manca di tirare le orecchie ad alcuni imprenditori che nei giorni scorsi si erano lanciati in ripetuti allarmismi, interpretando del resto la preoccupazione di cittadini e turisti. «Tornino ad amare Tarquinia», esorta il sindaco. E il caso è chiuso.

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