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Maremmana, siglato il protocollo tra Università Agraria e Cooperativa zootecnica

Straordinario successo per la vendita della carne prodotta in regime biologico Ormai consolidata l'alleanza tra i due soggetti per la vendita e la valorizzazione di un prodotto di elevata qualità

Straordinario successo per la vendita della carne prodotta in regime biologico Ormai consolidata l'alleanza tra i due soggetti per la vendita e la valorizzazione di un prodotto di elevata qualità

AGRARIATARQUINIA – Straordinario successo per la vendita della carne maremmana prodotta in regime biologico dall’Università Agraria di Tarquinia presso il centro zootecnico della Roccaccia. Tantissimi appassionati e clienti  hanno risposto all’appello, accorrendo presso il punto vendita della Cooperativa Zootecnica Viterbese e confermando la qualità e la validità di una iniziativa che ormai è da tutti attesa e apprezzata. Stamattina, in particolare, è stata effettuata la degustazione del pregiato Vitellone maremmano, occasione propizia per la firma da parte dei presidenti dell’Università Agraria di Tarquinia e della Cooperativa Zootecnica Viterbese, del disciplinare che segna la definitiva alleanza strategica tra i due soggetti per la vendita e la valorizzazione di un prodotto di elevata qualità.
“Si concretizza così un risultato previsto – spiega l’assessore Alberto Blasi – nel programma dell’attuale amministrazione, far acquistare la pregiata carne dell’allevamento della Roccaccia sulla piazza di Tarquinia da parte dei cittadini utenti. L’esigenza di valorizzare il Vitellone maremmano, non può prescindere da tempi di vendita che siano coordinati con la corretta maturazione del prodotto, in questa ottica abbiamo scelto un soggetto di grande prestigio come la Cooperativa Zootecnica Viterbese che grazie alla esperienza dei suoi tecnici, e ad un punto vendita in Tarquinia, garantisce il rispetto dell’eccellenza”.
Il Vitellone Maremmano, nato allo stato brado nei boschi della Roccaccia e allevato con foraggio e pascolo biologico, rappresenta una peculiarità che ormai affianca il nome di Tarquinia, superato il modello Toscano oggi la maremma allarga i suoi confini. “Un occhio al prezzo, senza svendere – spiega Blasi – un giusto rapporto con la qualità che permette in periodi duri come questi di non rinunciare per un budget familiare in crisi alla scelta del meglio. Vinti i pregiudizi sulla durezza della carne, la degustazione di sabato e l’enorme successo della vendita confermano che si sta riscoprendo la carne che sa di carne, per una volta l’erba del vicino non è la più verde, tanti i clienti che da Roma e provincia chiamano, prenotando i sapori di una volta scomparsi nella grande distribuzione e nelle Città. Un’iniziativa che si inserisce nel contesto della promozione della carne maremmana sin qui fatta con risvolti di carattere anche turistico, vedi il coinvolgimento nelle iniziative passate dei ristoratori tarquiniesi e che da questo sodalizio possono programmare con certezza iniziative e offerte gastronomiche integrate con piatti a base di carne maremmana”.

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