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Marina, il Pincio chiese un finanziamento per i negozi

Si trattava di circa 700 mila euro per realizzare ‘‘strutture commerciali e per servizi nei vani ubicati sotto le terrazze panoramiche’’. Lo stabiliva una determina dirigenziale di dicembre. Tidei (Pd) scrive al sottosegretario Giro auspicando una risoluzione imminente del problema. Fabiana Attig (Freedom) attacca la Giunta e parla di ‘‘cronaca di un abuso annunciato’’. Alessio Gatti e la rete dei cittadini si difendono dalle critiche

Si trattava di circa 700 mila euro per realizzare ‘‘strutture commerciali e per servizi nei vani ubicati sotto le terrazze panoramiche’’. Lo stabiliva una determina dirigenziale di dicembre. Tidei (Pd) scrive al sottosegretario Giro auspicando una risoluzione imminente del problema. Fabiana Attig (Freedom) attacca la Giunta e parla di ‘‘cronaca di un abuso annunciato’’. Alessio Gatti e la rete dei cittadini si difendono dalle critiche

CIVITAVECCHIA – Risale a dicembre 2010 la determina dirigenziale firmata da Massimo Piacentini, dirigente ad interim, con la quale il Comune disponeva di contrarre con la Cassa Depositi e prestiti un finanziamento di 700 mila euro per il progetto di ‘‘Realizzazione di strutture commerciali e per servizi nei vani ubicati sotto le terrazze panoramiche realizzate alla Marina lungo viale Garibaldi in variante di al Prg’’. Un prestito per il quale sarebbe previsto un ammortamento di circa 30 anni, con un preammortamento di cinque anni fino al 2015. Un progetto che, secondo Freedom, è stato approvato in via preliminare ad ottobre con un’apposita delibera di giunta. Una determina che, se ancora valida, ribalta comunque quanto finora chiarito dai rappresentanti del Pincio, e cioè che in quell’area non sono previsti locali o negozi. Questione, questa, al centro del dibattito, piuttosto acceso, proprio sui lavori di restyling della Marina, bloccati da mesi dalla Soprintendenza e giudicati nei giorni scorsi come ‘‘abusivi’’ da parte del sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro. A lui si è rivolto direttamente il parlamentare del Pd Pietro Tidei, «perché la vicenda che ha visto sotto sequestro i lavori della Marina – ha spiegato – venga risolta al più presto. Nella deliberazione incriminata si parla chiaramente degli spazi ricavati sotto la piattaforma come di esercizi commerciali e non ambienti per necessità tecniche. È augurabile che l’inchiesta in corso faccia emergere le responsabilità politiche ed amministrative di quanti, abusando delle norme vigenti che non si prestano ad interpretazioni di comodo, hanno inteso favorire consapevolmente, gli interessi privati di cui dovranno rispondere di fronte alla legge». L’onorevole auspica un intervento rapido «affinché – ha aggiunto – anche sotto la tutela dello stesso sottosegretario, possa essere ultimata l’attività di restauro e la Marina possa tornare presto nella disponibilità di civitavecchiesi e turisti, magari con il vincolo di divieto di mutamento di destinazione dei locali tecnici per il tempo che lui, da uomo di governo, riterrà necessario». Secondo Tidei la vicenda della Marina «è anche il frutto dell’incompetenza e dell’arroganza di alcuni consiglieri comunali che – ha aggiunto – tentano di buttare in polemica ogni cosa per apparire personalmente capaci, cosa che non sono. La questione invece va risolta secondo legalità e con un occhio al bene della città». E’ stata poi la coordinatrice politica Fabiana Attig a parlare della “cronaca di un abuso annunciato” soprattutto «perché – ha spiegato – sul progetto esecutivo approvato dalla Giunta Moscherini nel 2008 non risultavano espressi i pareri di competenza degli enti preposti alla tutela del demanio marittimo e della Sopraintendenza. Non soltanto, lo stesso progetto risulta modificato rispetto a quello definitivo depositato alla Regione Lazio nel 2005 e oggetto di valutazioni e prescrizioni tecniche nella conferenza dei servizi sempre nel febbraio 2005. Pertanto sia Nunzi che Moscherini, ma a questo punto l’intera giunta, erano ben consci della situazione, ma hanno fatto finta di niente visto che i soldi utilizzati non erano i loro, bensì della collettività». Intanto tornano sulla vicenda anche Alessio Gatti e la Rete dei Cittadini. «Il problema persiste e continuerà a persistere – ha spiegato Gatti – almeno fino a quando il Pdl non si mette d’accordo sulla sua linea interna, perché i dissapori sono evidenti e sotto gli occhi di tutti sebbene il Sottosegretario li neghi. E’ noto, infatti, che siamo in presenza di due enti, Sovrintendenza e Regione, che dicono cose completamente opposte sulla Marina». Lo stesso Gatti, rivolgendosi poi all’ex assessore De Marco, lo ha accusato di «immobilismo totale in due anni di assessorato, dove ha prodotto – ha aggiunto – tante delibere quante sono le lettere del suo nome».

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